La Borne, Ministro dei Trasporti francese in un’intervista parla di “pausa sul programma delle infrastrutture”. I Notav esultano, ma il tunnel di base è fuori discussione Scibona: "Delrio proceda a sospendere le procedure in Italia". Foietta: "I francesi per una volta ci copiano e stanno facendo quello che in Italia è stato fatto un anno fa"

Lyon: la Gare Part DieuLyon: la Gare Part Dieu

TORINO – E’ estate piena e,  si sa, basta poco per accendere una miccia e tentare  di scatenare un’incendio. Ma la notizia dell’intervista del Ministro francese dei Trasporti Elisabeth Borne  un minuto e mezzo rilasciato alla rivista online di stampo ecologista Reporterre.net  – ripresa anche dai giornali torinesi e poi dalle agenzie, ma soprattutto rilanciata dal web militante Notav si rivela, ad ascoltare l’intervista stessa e leggere un po’ le carte, il classico ballon d’essai estivo.

Però il titolo “sparato” è ghiotto La ministre des transports Elisabeth Borne :  On fait une pause sur le Lyon Turin”. Chissà se se ne è accorto il Presidente  Macron, oggi a Serre Chevalier per l’arrivo della Tappa del Galibier, che l’ha voluta nel Gabinetto di Eduard Philippe.

L’intervista del Ministro Elisabeth Borne

L’intervista nasce il 6 luglio scorso durante una conferenza stampa di presentazione del piano nazionale francese sul clima, durante la quale il noto giornalista ambientalista televisivo Nicola Hulot, una sorta di  Mario Tozzi francese, diventato ministro dell’ambiente con il presidente Macron ha illustrato il grande piano nazionale per l’ambiente e la mobilità,  che quindi riguarda anche latratta nazionale di adduzione francese, Lyon – Chambery -Saint  Jean de Maurienne della Torino-Lione, che in questa pianificazione è inserito ed è stimato circa 7,5 miliardi di euro, ovviamente a carico delle finanze di Parigi. La rivista chiede in seguito a queste dichiarazioni, conferma al Ministro dei Trasporti Borne, di una “pausa di riflessione” sulla programmazione fatta dai Governi di Hollande. La Torino Lione entra quindi nell’intervista solo per le insistenze del giornalista. La riportiamo tradotta integralmente.

D. Sulla Torino-Lione, quando il ministro afferma: “Faremo una pausa e esamineremo caso per caso“, cosa significa? Ci sarà una pausa per riesaminare la Torino-Lione ?

E. Borne – Il Presidente della Repubblica ha annunciato che, dal momento che gli impegni che sono stati assunti e i fabbisogni imprescindibili in termini di manutenzione e ristrutturazione  per i progetti che superano in questa fase i dieci miliardi di costi di previsione, noi siamo obbligati ad una pausa di riflessione sul modello di mobilità e decidere la scala priorità dei progetti stessi. Dopodiché si va verso una legge di pianificazione in cui non ci sarà più spazio per annunci non finanziati, ma ci sarà una programmazione anno per anno, con una visione decennale di investimenti  e nel corso dei cinque anni di mandato spese e entrate a pareggio di bilancio”.

D. Questo vuol dire che per la Lione-Torino che impegna finanziariamente il Governo francese, si fa una pausa fino a quando questo processo diventerà operativo?

E. Borne – Il Presidente Macron ha previsto un avvio complessivo.  Si fa una pausa, si riesaminano le scelte  in termini di mobilità, si riesaminano i costi e le risorse  per evitare di fare annunci senza copertura finanziaria e avere quindi a disposizione risorse coerenti con le promesse fatte”.

D. – Io sono un po’ ottuso, ma è una pausa sulla Lione-Torino?

E.Borne – “Si tratta di una pausa”.

Elisabeth Borne Ministro francese delle Infrastrutture e Trasporti nell'esecutivo Philippe

Elisabeth Borne Ministro francese delle Infrastrutture e Trasporti nell’esecutivo Philippe

Le reazioni sul fronte italiano della cosiddetta “TAV”

Ovviamente la dichiarazione – e soprattutto il titolo del pezzo – sono  stati rilanciati su tutti social e siti loro vicini e i NoTav esultano. “La Torino-Lione per la Francia non è una priorità e il progetto va in pausa”.  Dimenticando il curriculum del neo Ministro Francese, una enarca, con formazione ingegneristica, e una carriera tutta nei trasporti, iniziata a fine anni ’80 al Ministero delle Infrastrutture, passando per quello di consigliere tecnico dei trasporti in un paio di Governi, e quindi dal 2002 Direttore della strategia dei Trasporti di SNCF, le Ferrovie d’Oltralpe,  poi nel 2007 alla società pubblica di costruzioni Eiffage, un passaggio come Prefetto della Regione Poitou-Charente, per finire  per finire a capo della RATP, la Régie autonome des transports parisiens, da dove Macron la ha portata nel Governo a maggio, Elisabeth Borne è diventata l’eroina di giornata.

Peccato che tutto il suo discorso – in quadro complessivo di spending review avviato dal suo Governo  su alcuni dossier riguardanti diverse infrastrutture – toccasse la tratta di adduzione al tunnel di base del Moncenisio , piuttosto onerosa e tutta ancora da definire nel merito. Una questione di ordinaria amministrazione, la stessa cosa avvenuta un anno fa in Italia, subito riciclata come disimpegno sulla Torino-Lione, Legge dello Stato anche in Francia e il cui tunnel di base è in corso di scavo. Una linea in costruzione che non è neppure stata inserita nel documento di programmazione trasportistica Mobilité21. Ma tant’è. Del resto magari servirebbe anche ricordare che Gérard Collomb, Sindaco di Lyon, uno dei grandi sostenitori del progetto della nuova linea merci/passeggeri, oggi siede a Parigi sulla sedia del Ministro degli Interni.

La nota del Senatore Scibona, M5S

Il Senatore pentastellato di Bussoleno,  Notav della prima ora, non si trattiene sul web: “La Francia si appresta, a fonte di una riduzione della spesa pubblica, a rivedere il concetto di mobilità e riesaminare quindi quali progetti sono prioritari e quali no. Per quanto riguarda l’Italia ricordo che sono in corso le complesse e costosissime procedure di valutazione dell’impatto ambientale su questo progetto, ovviamente per quanto riguarda la tratta in territorio italiano. Alla luce della pausa francese, visto che si tratta di un’opera che coinvolge i due Paesi, è necessario che il ministro Delrio proceda a sospendere le predette procedure -proprio in accordo con la decisione del proprio omologo francese. Anche perché, poiché la notizia francese è pubblica, ogni euro italiano speso verrà considerato danno erariale e perseguito come tale dalla nostra Corte dei Conti”.

Anche lui si dimentica dei trattati internazionali e di tutto il resto e non trattiene la sua “alta felicità”.  Del resto è il periodo giusto.

Il senatore del M5S Marco Scibona

Il Senatore del M5S Marco Scibona

Il Commissario di Governo Paolo Foietta

Nessuna sorpresa invece per il contenuto dell’intervista della collega di Delrio da parte del Commissario di Governo sulla Torino-Lione, Paolo Foietta.

“Stavolta non si  tratta di una fake-news, semmai di una notizia che ci fa piacere, perché per una volta sono i francesi a copiare dall’Italia il programma nazionale sui trasporti, con annessa spending review. Esattamente quanto ha fatto il Ministro Delrio per il Governo lo scorso anno. Notizia ovviamente distorta a uso e consumo da chi fa finta di non capire, ma nel merito correttamente riportata dalla stampa torinese.

Nello specifico nulla ovviamente cambia sulla costruzione del tunnel di base, ora in corso d’opera, e che è legge nei due Paesi. Come stiamo facendo già in Italia, in Francia dovranno realizzare una progettazione definitiva della tratta di adduzione da Lione alla galleria di 56 kilometri, ed essere pronti per la messa in esercizio. Un tratto molto più lungo, con due nodi complessi, Chambery e Lyon stessa,  e quindi più costoso del nostro. Per il quale è necessaria una pianificazione definitiva ed un fasaggio delle opere per essere operativi entro il 2030 quando il tunnel entrerà in funzione.

Recentemete ho incontrato a Torino proprio  il direttore del Ministero francese incaricato dello sviluppo del progetto della tratta e abbiamo parlato di specifiche tecniche e funzionali da adottare sul lato Italia e Francia. Con lui quale ci siamo scambiati esperienze e programmi. Se ne parlerà ancora a Roma il 28 luglio anche di questo asse ferroviario in una riunione tecnica intergovernativa – presenti i due Ministri – e propedeutica al vertice binazionale sui trasporti Italia-Francia che si terrà, per volontà del Governo Francese proprio a Lione a fine settembre.

D’altra parte come si  può pensare che un accordo internazionale sottoscritto dai Parlamenti dei due paesi, dopo 20 anni di studi, approfondimenti e discussioni, diventato a gennaio 2017 legge degli Stati, cofinanziato dall’ UE al 40%,  possa essere sospeso per l’uscita di un’intervista di un minuto?”

il commissario di Governo per la Nuova Linea Torino-Lione Paolo Foietta

il commissario di Governo per la Nuova Linea Torino-Lione Paolo Foietta