Interviste. Sulle elezioni amministrative parlano 16 sindaci Novità, bocciatura del PD e disaffezione le parole più usate

appendino

L’Appendino, Movimento 5 Stelle, ha trionfato in quel di Torino. Fassino, il Piero aviglianese, saluta e da la colpa alla destra. Così l’esito nel capoluogo che fino a qualche annetto fa viveva di luce proria. Oggi no, la Città Metropolitana si è annessa le nostre valli senza dichiarare guerra e sparare un colpo tutto è diverso. Oggi Fassino era sindaco di Torino e in qualche misura anche dei nostri comuni, lo scettro passa nelle mani della giovane laureata bocconiana pentastellata. Se si aggiunge che Venaria, Pinerolo, Rivalta e altri comuni della bassa sono già allineati alle posizioni di Grillo, la futura giunta della Città Metropolitana sembra già segnata. Che Mauro Carena e Gemma Giorio abbiano un futuro in quel di Torino è molto difficile, forse la spunterà qualche sindaco con tessera PD in tasca e una giunta molto stellata. Cosa cambierà qui da noi? Qual è  la reazione dei primi cittadini? La domanda che adesso sorge spontanea è: adesso che la linea della solitudine politica ha pagato, alla prossime elezioni comunali i Cinque Stelle faranno delle liste autonome in tutte la città?

Andrea Tragaioli da Rosta: “Un dato scontato. Davo per certa la vittoria al ballottaggio del Movimento 5 Stelle. C’è un malessere generale e il voto ne è la prova. Bisogna capire cosa farà nella Città Metropolitana il nuovo sindaco. Un augurio ad una trentaduenne che dovrà gestire una città complessa. Se sarà in grado lo valuteremo con il tempo”.

Pacifico Banchieri da Caselette: “C’è un dato nazionale di malcontento ma anche uno locale. Fassino ha perso perchè è stato visto come uno di un gruppo dirigente troppo radicato. L’Appendino comunque rischia perchè ha solo quattro consiglieri di maggioranza. Dobbiamo valutare cosa farà anche nelle partecipate. La differenza vera l’hanno fatta tutti i malcontenti che hanno dato il voto ai Cinque Stelle. Adesso cosa succedera? Gli interrogatici sono tanti”.

Agnese Ugues da Sangano: “Un voto di protesta; gli elettori si sono stufati dei politicanti, una dimensione anche rappresentata con la grande astensione. Ha vinto una donna giovane che rappresenta una speranza, se poi sarà così vedremo. Se la Città Metropolitica saprà accogliere le istanze dei piccoli, io lo spero, valuteremo nel tempo. Il primo tema è senza dubbio il lavoro.

Ombretta Bertolo da Almese: “Benvenute alle donne, un segnale di indubbio cambiamento che vedrà delle conseguenze sulla Città Metropolitana. Adesso cambierà l’assetto che aspettiamo con fiducia. Faccio notare che il sindaco a Torino lo scelgono i torinesi ma poi in parte è anche il primo cittadino nei nostri paese. Spero che la visione passi da torinocentrica a territoriale”. 

Dario Fracchia da Sant’Ambrogio. “Due ottime persone, Fassino grande amministratore e uomo politico di spessore. La Appendino porta un nuovo modo di fare politica. Riguardo le liste non credo, almeno qui, si possa fare una scelta così radicale da vederle sole. Noi siamo già una lista civica trasparente e inserita nel contesto cittadino. Non credo possibile una lista Cinque Stelle magari con un candidato che arriva da un altro paese”.

Fabrizio Borgesa da Chiusa San Michele: “Una bella rivoluzione che porterà forse dei cambiamenti per quanto riguarda la TAV. La Città Metropolitana sicuramente avrà altri equilibri ma noi gestiremo, come abbiamo sempre fatto, i rapporti con Torino e gli altri amministratori”. 

Susanna Preacco da Sant’Antonino: “E’ stato un voto di protesta non contro Fassino che ha lavorato molto bene. Il PD ha perso sopratutto nelle periferie. Spero che l’ottimo lavoro di Fassino nella Città Metropolitana in cui ogni paese contava come Torino prosegua. Faccio i miei auguri al nuovo sindaco di buon lavoro”.

Enzo Merini da Vaie: “Duemilioni e duecentomila persone saranno rappresentate  da un sindaco che è stato votato dal 10%. C’è effettivamente lo Statuto della Città Metropolitana da rivedere. Faccio notare che nessun candidato ha mai parlato del fuori Torino. Sul voto c’è poco da dire basta guardare le cifre. Se l’Appendino saprà porsi in modo critico sul TAV qui troveràuna sponda”.

Emilio Chiaberto da Villar Focchiardo: “Cosa vambierà in valle non lo so. Un voto che è l’espressione chiara di un Paese che vuol cambiare il sistema al di la dei singoli partiti. Faccio notare che solo il 50% è andato a votare e questo è un elemento di  sfiducia nella politica. La gente vuole il cambiamento poi bisognarà vedere se tutte le promesse saranno  mantenute”.

Paolo Alpe da Borgone: “Secondo me questo voto era nell’aria, la gente è stufa della politica e vuole persone nuove. Sulle città c’è stato un voto contro il Governo e contro Renzi. E’ un segnale chiaro contro il PD che non ha capito o non aveva alternative da presentare. Noto anche la dissaffezione degli elettori, i cittadini non credono più nelle istituzioni e non hanno più fiducia. Il Movimento è una novità al governo e adesso sarà alla prova”.

Anna Allasio, Bussoleno: “In democrazia uno vince gli  altri no. Semplice. Qui in valle non cambierà un bel nulla su nessun argomento. Com’era prima sarà adesso è inutile cercare cose che non esistono, riguardo le liste qui si voterà tra tre anni e non so cosa faranno allora“.

Sandro Plano, da Susa: “La vittoria di M5S a Torino cambia il quadro politico sulla questione Tav. La classe dirigente della Città che sosteneva questo progetto è stata messa in discussione e ora l’Amministrazione Appendino si è dichiarata contraria al progetto. Dato che il Sindaco di Torino è anche presidente della Città Metropolitana, le ragioni del No hanno acquistato un peso politico rilevante e il Governo dovrebbe tenerne conto. Fassino ha perso probabilmente perché ha pagato lo scotto della politica che il PD sta facendo a livello nazionale e dal punto di vista umano mi spiace per lui perchè è stato un buon Sindaco. Auguro a Chiara Appendino un buon lavoro nell’interesse di tutti“.
Piera Favro, Mompantero: “Sono molto stupita che un sindaco bravo coma Fassino abbia perso. Certo la giovane sindaco rappresenta una novità e una nuova forza se è vero quanto dichiarato sull’Alta Velocità io sono felice perchè sono contro. Sul resto la Città Metropolitana qui non ha mai inciso e speriamo che adesso si possa aprire un dialogo più costante e produttivo”.

Piero Nurisso da Gravere: “Un voto nazionale tradotto nelle grandi città. In valle non cambierà nulla, le grandi opere nazionali non le fermano i singoli amministratori. Sulle liste Cinque Stelle potranno anche presentarsi sole ma fino ad ora non hanno avuto un grande successo almeno qui da noi”.

Francesco Avato da Bardonecchia: “Sicuramente cambieranno gli equilibri in molte situazioni gestionali anche da noi in valle. Fassino ha lavorato bene e spero faccia anche il nuovo sindaco. La montagna ha bisogno dell’aiuto della città per crescere e affermarsi”.

Lorenzo Colomb da Cesana : “Non mi aspettavo un voto così, è stato un voto di protesta. Sulla Città Metropolitana ho un dubbio, come i miei colleghi delle piccole realtà, sulla corretta gestione del voto di rappresentanza. I piccoli comuni hanno poco peso eppure rappresentano una fetta importante di turismo. Valuteremo il loro lavoro”.

Valter Marin dal Sestriere: “Un voto che riflette lo scontento generale sulla politica nazionale. Deve essere preso positivamente e come monito per migliorare e fare meglio e con più trasparenza. Ha vinto chi ha saputo rappresentare meglio questa esigenza in un contesto comunque di grande serietà come quello di Torino dove Fassino ha ben lavorato. Spero che il nuovo sindaco porti freschezza, novità e voglia di lavorare che sono sempre apprezzabili“.