La birra dal luppolo al ristorante; l’idea per il nostro territorio Un progetto di vasta area che potrebbe essere finanziato dal Ministero delle Infrastrutture

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L’OBIETTIVO – L’obiettivo è creare una filiera a ciclo completo della produzione artigianale della birra. Un vero distretto che vede nella Valle di Susa il suo perno, dove già molte aziende producono birra artigianale.  E’ una proposta progettuale ambiziosa che vede coinvolte due aziende: Soralamà di Vaie e la Compagnia della Birra di Settimo. L’ obiettivo del progetto è costruire, attraverso la fusione di due tra i principali produttori di birra artigianale in Piemonte ed il supporto di Coldiretti , il più grande comparto italiano di produzione birraria artigianale attraverso una filiera completa: dalla coltivazione di orzo e luppolo alla catena ristorativa, passando per l a realizzazione di una malteria, un luppolificio e un birrificio rurale della Città Metropolitana di Torino. si verrebbe così a creare un sistema aperto in senso orizzontale rispetto al mercato nazionale e internazionale (i prodotti di vendita sarebbero il luppolo, il malto, la birra, la ristorazione) e partecipato verticalmente, in modo di lavorare su un metodo integrato per la ricerca, lo sviluppo e la valorizzazione dei comparti connessi . Inoltre s’intende creare un polo di formazione sul tema birra, sia per i numerosi appassionati home brewers, sia per la formazione specializzata di operatori nel settore, attraverso le scuole e l’alternanza scuola/ lavoro. In merito agli impatti occupazionali: il luppolifici o la malteria ed il birrificio sulla scala produttiva identificata prevedono circa 40 nuovi posti di lavoro, senza contare il potenziale aumento occupazionale per la coltivazione. Inoltre, integrare lo sviluppo della catena ristorativa avrebbe un impatto ancora superiore perché mentre le fabbriche della filiera sono ad alta intensità tecnologica, la catena ristorativa è ad alta intensità di manodopera e pertanto genera proporzional ente molti più posti di lavoro.

I SOGGETTI COINVOLTI  Il settore della produzione di birra artigianale sconta l’eccessiva frammentazione della produzione in micro realtà: la media produttiva italiana è 62.000 litri/anno, la defini zione di micro-birrificio ammette produzioni fino a 20.000.000 di litri/anno , i due soggetti promotori insieme superano i 600.000 litri/anno. Come accennato, la produzione di birra consta di elevate economie di scala e richiede sistemi di produzione in grado di garantire continuità e stabilità di prodotto, anche in termini di shelf life, soprattutto in previsione di un significativo sviluppo dell’export. I soggetti privati che intendono sviluppare questo progetto sono due tra i principali produttori di birra artigianale del Piemonte: Soralamà: birrificio sito in Vaie, val di Susa, con ristorante annesso. L’azienda è specializzata nella fornitura di birre artigianali alla spina e nella produzione di birre per grandi clienti a marchio proprio. La capacità produttiva e il controllo qualitativo dei processi le permettono di garantire la disponibi lità e uniformità della birra nel tempo. Fornisce in esclusiva birra alla spina a divers i locali con birre SORALAMA’ e birre a marchio proprio. La Compagnia della Birra: birrificio con locale di nasce nel 2003 inaugurando un micromescita annesso sotto la catena in franchising BEFeD Brew Pub d i cui oggi è comproprietaria. Nei 10 anni trascorsi, oltre alla gestione di locali di ristorazione, La Compagnia della Birra ha avuto modo di sviluppare importanti competenze nel mondo della produzione di birra artigianale, acquisendo esperienza tecnico produttiva e una significativa conoscenza del mercato di riferi mento e delle dinamiche distributive e commerciali del settore. La Compagnia della Birra ha anche realizzato la prima birra artigianale Kosher. Entrambe le imprese, le cui competenze sono complementari sotto diversi aspetti, sono consapevoli che le future sfide di mercato si focalizzano sull’ampliamento della capacità produttiva, l’efficientamento delle economie di scala, la competitività dimensionale e struttura le di filiera, la distribuzione. Il management e la proprietà di entrambe le imprese sono consape voli della necessità di unirsi, di concentrarsi, per poter affrontare in modo strutturato lo sviluppo industriale.

La Coldiretti di Valle, presieduta da Sergio Barone ha coinvolto il livello provinciale e regionale che ha sposato in pieno il progetto, con la approvazione dell’Assessore Regionale Giorgio Ferrero: Il luppulo ha una resa molto superiose per ettaro in valore rispetto al granturco. Inoltre è un elemento paesisticamente pmoto gradevole. Noi siamo pronti”.

Antonio Ferrentino, presidente di Città del Bio, cha ha seguito il progetto: “La città di Settimo, la Coldieretti e i due imprenditori si sono mossi con saggezza in un progetto che avrà una possibilità di realizzazione. Qui c’è l’impresa che vuole crescere e come a Buttigliera al di là dei sindaci perchè i progetti andranno direttante al Ministro Del Rio. Proprio il Ministro aveva richiesto seri progetti industriali che una volta avviati potessero vivere da soli senza contributi e questo è uno. Il presidente dell’Osservatorio Paolo Foietta ha condiviso l’idea perchè di area vasta e tra l’atro non mette in difficoltà nessuna amministrazione. Direi una collaborazione sul territorio che porterà ricadute nella zona; saranno interessete la produzione, le macchine, la distrubuzione e la vendita diretta. Una filiera tutta italiana”

Il valore economico del progetto è di 12-15 miloni di Euro, che potrebbero essere divisi in parti uguali fra privati, fondi europei del PSR per la parte agricola, e le cosiddette compensazioni TAV. Fondi che il Ministro Delrio potrebbe sbloccare, con una progetto definitivo approvatro e condiviso. Il Passaggio in Osservatorio è già annunciato. E i comuni? Potrebbero stare a guardare, Vaie per primo, perché questa idea di filiera locale nasce dalle imprese, visto che di progettualità di sviluppo in valle si continua a non parlare, salvo poi contrapporsi ai grandi progetti.