La birra dalla produzione del luppolo alla tavola è ora un progetto Antonio Ferrentino. "E' un lavoro che parte da lontano, coinvolgerà Soralamà e la Compagnia della Birra"

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VAIE – Un’idea e che si sta traducendo in un progetto concreto, parliamo della birra nata dal luppolo della valle. Ne parla il presidente dell’associazione Città del Bio Antonio Ferrentino. “E’ un lavoro che parte da lontano, ho incontrato in questi mesi, la Cna, la Coldiretti regionale e nazionale, la Regione Piemonte, Finpiemonte, il presidente dell’Osservatorio Tecnico sulla Torino-Lione Paolo Foietta. Tutti sono d’accordo: questo progetto è strategico non solo per la valle di Susa e per il Piemonte. Gli sviluppi potrebbero essere tanti ed economicamente interessanti”. La prossima settimana ci sarà l’incontro tra i vari soggetti per dare il via libera a un incarico professionale per la redazione dettagliata del progetto. Uno dei protagonisti è l’ingegner Davide Zingarelli, patron del birrificio Soralamà di Vaie. La sua idea è produrre luppolo poi arrivare al passaggio successivo cioè quello “industriale” con la realizzazione di un luppificio e di una malteria, per il trattamento dei prodotti della terra. La terza fase del progetto prevede un birrificio che abbia una potenzialità produttiva di 4 milioni di litri all’anno. Un quantitativo considerevole, se si pensa che i due birrifici parte del progetto cioè Soralamà di Vaie e la Compagnia della Birra di Settimo fanno oggi circa 750 mila litri/anno mentre un piccolo birrificio arriva a 40-60 mila litri.