“La cannabis è semplicemente una droga”, il racconto di Paolo

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Lui è Paolo (un nome di fantasia) abita in un piccolo comune della valle di Susa e vuole raccontare la sua esperienza di vita, lasciare un pensiero a quanti in questi mesi secondo lui “straparlano” delle droghe definendole leggere. Vive tra alti e bassi, dice di aver avuto periodi peggiori, racconta di un mondo che sta nell’ombra e che a tanti è nascosto quasi negato. Ha il coraggio di non nascondere la sua esperienza così per togliersi lo sfizio di portare la sua verità. Prima mi prepara un caffè (uno dei peggiori che io abbia mai bevuto) poi ci sediamo fuori dalla casa davanti ad un orto, che cura, che ha una palizzata in legno. Il vento lieve arriva dalla montagna e Paolo comincia a parlare e raccontare.

Perchè hai deciso di contattarci?

E’ evidente che adesso subiamo una propaganda culturale che cerca di sdoganare il consumo di cannabis che è il primo passo verso le droghe più pesanti. Con un giornale online e su internet voglio far sapere cosa vuol dire. La sera vedo sti politici convinti di avere la ragione in tasca, credimi quelli sono comandati a bacchetta“.

Ma si parla di piccoli quantitativi.

“La coltivazione e vendere piccoli quantitativi di cannabis e poi cosa vuol dire piccoli che misurà è? Così si passa allo spaccio legale”. 

Secondo te chi spinge per la liberalizzazione?

Privati e ci sta. Però per convincere tutti che la cannabis non fa male e ha effetti terapeutici! Sai che solo il 5% dei consumatori di cannabis terapeutica la assume per reali bisogni terapeutici, gli altri no”.

Ma farsi una canna fa male?

“I danni della cannabis sono una riduzione della facoltà di pensare, di ragionare, di parlare con gli altri. Io non ero più in grado di ragionare non me ne fregava più nulla di nulla. Il fumo da ragazzi crea danni dopo da uomini e sei fottuto. Il fisico crolla è normale.”

Perchè hai cominciato a drogarti?

Sai com’è con gli amici ai concerti, poi allo stadio a vedere il Toro; una canna tira l’altra ti senti importante, e vuoi provare altro così tra una canna e una dose ti senti adulto. Parole e parole ma lascialo dire a me la cannabis è una sostanza pericolosa. Attento non è pericolosa perché illegale, è illegale perché è pericolosa”.

Paolo mi racconta della sua famiglia distrutta dalla sua condizione ma unita nel tentare il suo recupero. Mi parla dei centri di recupero, dei professionisti che ha incontrato e dei suoi malanni di oggi. Mi dice che è preoccupato perchè ha paura che un giorno tutto ciò che successo a lui potrebbe essere alla portata di qualunque ragazzo. Alla fine mi offre un altro caffè, con la solita scusa della famiglia che aspetta, me la cavo e lo saluto.