La CIG Italia-Francia approva le norme antimafia per la Torino-Lione Per la prima volta saranno applicate in Francia le norme antimafia italiane sui cantieri del tunnel di base

Luis Besson Presidente della CIG Italia-Francia nel Cantiere di St Martin de la Porte (Foto Marco CicchellI)Luis Besson Presidente della CIG Italia-Francia nel Cantiere di St Martin de la Porte (Foto Marco CicchellI)

TORINO – La Conferenza intergovernativa italo-francese sulla Nuova Linea Torino Lione ha approvato il regolamento dei contratti per i lavori della sezione transfrontaliera della Torino-Lione. E’ il primo caso in Europa ad applicare la normativa antimafia a livello transnazionale indipendentemente dalla nazionalità dei cantieri.  Questo è il risultato della riunione odierna svoltasi a Torino, e conseguente agli accordi Italia-Francia del vertice di Venezia. Nel testo approvato oggi dalla CIG, presieduta da Louis Besson, già Ministro Francese dei Trasporti, con la copresidenza di Paolo Foietta, Commissario di Governo per la Torino-Lione, che si è riunita oggi nella sede di TELT.

 Erano presenti oltre ai delegati della Prefettura di Torino, Enrico Ricci e Maurizio Gatto, i rappresentanti dei ministeri (Trasporti, Finanze, Ambiente, Interni, Esteri), il Presidente, il Direttore generale e il Ddirettore giuridico di TELT, Hubert du Mesnil, Mario Virano e Marie-Pierre Cordier, e gli esperti nominati dai due Governi nel gruppo di lavoro, ch aha avuto il diffcile compito di uniformare su questo tema le diverse normativa nazionali sugli appalti: per l’Italia il prefetto Bruno Frattasi, capo ufficio legislativo del Ministero dell’Interno, Stefano Soliman, capo dell’ufficio legislativo del ministero degli Esteri, Pasquale D’Avino, ministro plenipotenziario; per la Francia, Etienne Quencez, consigliere di Stato francese e Presidente della Cour Admnistrative d’Appel di Douai.

Con questo Regolamento si dà attuazione a quanto concordato dai Governi di Italia e Francia nel Protocollo Addizionale per l’avvio dei cantieri del tunnel di base del Moncenisio, i cui pricipi generali erano stati decisi e sottoscritti nel summit di Venezia fra Renzi e Hollande dello scorso 8 marzo. Alla Conferenza Intergovernativa era stato affidato il lavoro complesso di scriverne l’articolato entro 90 giorni, che sarebbero scaduti domani 8 giugno. Sono così stati rispettati tutti gli obblighi previsti dagli accordi internazionali e pertanto i due governi possono ora avviare l’iter della ratifica parlamentare, in Italia e in Francia, che deve essere avvenire con il passaggio parlamentare entro dicembre 2016, del nuovo regolamento che contiene il dettaglio delle modalità di applicazione, anche in Francia, delle norme antimafia vigenti in Italia integrate con il diritto francese.

A vigilare e svolgere gli accertamenti antimafia per gli appalti ai cantieri italiani e francesi dell’opera sarà una struttura binazionale costituita dal Prefetto di Torino e dal suo omologo francese di Lyon. I due Prefetti lavoreranno insieme, condividendo le informazioni e con il supporto delle rispettive  forze di polizia che potranno svolgere controlli e sopralluoghi congiunti nelle aree di cantiere. Le verifiche, come già avviene nei cantieri italiani dell’opera, saranno svolte non solo sulle aziende appaltatrici, ma su tutta la filiera dei sub-appalti.

Ai controlli contro le infiltrazioni mafiose saranno sottoposte anche le aziende che non siano italiane o francesi. In questo caso, secondo il regolamento, la competenza spetterà alla Prefettura del Paese in cui hanno inizio i lavori o in cui l’azienda ne svolge la maggior parte. Le ditte dovranno inoltre rispettare specifici obblighi comportamentali, descritti nei bandi di gara, la cui inosservanza determina l’applicazione, da parte del Promotore pubblico TELT, di specifiche penalità i cui proventi vengono reinvestiti in iniziative a tutela della sicurezza dei cantieri. Le aziende che risultano avere tutte le carte in regola, vengono quindi inserite in una “White List” transnazionale relativa alla Torino-Lione, una sorta di anagrafe degli esecutori che possono lavorare nei cantieri. L’iscrizione ha una validità di 12 mesi, rinnovabile a fronte di nuove verifiche. Questo impianto non riguarderà solo i nuovi lavori. Anche tutti gli appalti in corso sul versante francese dovranno aderire a questi nuovi criteri, mentre in Italia sono già applicate le procedure antimafia previste dal diritto italiano. Inoltre TELT e tutte le aziende che lavorano e lavoreranno in Italia e in Francia per la nuova linea, dovranno rispettare i dieci punti etici del Global Compact delle Nazioni Unite, a cui TELT aderisce dal novembre 2015.

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