La Città Metropolitana chiude la Strada del Colle delle Finestre E i lavori per la frana sulla Strada dell'Assietta sono rinviati al prossimo anno

Gli ultimi tornanti del Colle delle Finestre (Foto Marco Cicchelli)Gli ultimi tornanti del Colle delle Finestre (Foto Marco Cicchelli)

TORINO – La Provincia, pardon, la Città Metropolitana di Torino, per la quale ancora la Presidente Appendino – ora “anatra zoppa” senza maggioranza- non ha deciso se votare un bilancio o fare default, non ha un euro. Per cui non essendo previsto lo sgombero neve con una pala meccanica approfitta della prima nevicata e chiude con ordinanza le strade S.P. 173 del Colle dell’Assietta e la 172 del Colle Finestre. Nulla di male, la stagione è quasi finita e gli ultimi motociclisti, unico turismo di stagione resteranno a casa.  Sempre a causa delle recenti nevicate, è stata chiusa anticipatamente anche la Strada Provinciale 172 del Colle delle Finestre dal kilometro 9 – in località Colletto di Meana – al kilometro 28+400, in località Pracatinat.

L’ordinanza una decina di giorni di anticipo rispetto alla data prevista del 1° novembre, chiude la Strada Provinciale 173 del Colle dell’Assietta dal kilometro 6+900 –al confine tra i Comuni di Pragelato e Sestriere – al kilometro 36, in località Pian dell’Alpe, in corrispondenza con l’incrocio tra la 173 e la Provinciale 172 del Colle delle Finestre.
Peccato che dal 20 settembre, ben quattro  settimane ormai, un tratto della Strada dell’Assietta fosse già chiuso , a causa di una frana di massi dalla parete sovrastante attorno alal kilometricsa  26+500. Il tratto chiuso andava dal kilometro 24+500 presso il Colle dell’Assietta) al kilometro 34, presso località Pian dell’Alpe, in corrispondenza del bivio con la strada comunale Usseaux-Balboutet. E che – sempre per motivi di casse vuote nemmeno siano stati iniziati i lavori di sistemazione di una delle principali attrazioni turistiche, di quelle vere, che attragono stranieri (e non) da giugno a fine ottobre: moto, 4×4 e cicloturisti .
Il che vuol dire che all’inizio dell’estate prossima la situazione sarà, se tutto va bene, identica a quella attuale, se non decisamente peggiorata post disgelo, con impossibilità di fruire della strada dell’Assietta come da calendario abituale.
Un danno all’economia ed al patrimonio locale che un Ente pur in piena crisi economica farebbe invece bene a valutare. Magari mettendo in conto che una manutenzione ordinaria preventiva – quella che facevano con costanti piccoli interventi i vecchi cantonieri quando le risorse per averli c’erano – evitano danni di centinaia di migliaia di euro e il rischio di perdere interi tratti di questa storica e unica infrastruttura, che ci invidiano in tutta Europa. E che forse sarebbe tempo di pedaggiare – come accade in altre realtaà alpine – per consentirne la manutenzione.
Prima che sia troppo  tardi.