La Città Metropolitana sfratta l’Osservatorio della Torino-Lione A comunicarlo a Foietta in una nota il consigliere M5S Dimitri De Vita

Gli Uffici della Città Metropolitana in Corso Inghilterra a Torino (Foto MC)Gli Uffici della Città Metropolitana in Corso Inghilterra a Torino (Foto MC)

TORINO – La notizia è trapelata nella calura agostana perché il Senatore Esposito l’ha diffusa, con lo stile da “Pierino” che lo contraddistingue. E ovviamente è vera. La Città Metropolitana a fine anno sfratterà dagli uffici di Corso Inghilterra 7 l’Osservatorio della Nuova Linea Torino Lione, con annesso Commissario di Governo, Paolo Foietta, compreso il relativo staff.

La Appendino è in ferie, e a firmare motu proprio la breve nota datata 11 agosto, è il Consigliere Metropolitano Dimitri De Vita, del M5S, che scrive a Foietta: “In esecuzione degli accordi intercorsi fra Lei e la Città Metropolitana e in particolare di quanto previsto dall’articolo 5 del contratto di uso gratuito sottoscritto in data 01.03.2016 le comunico che avendo l’Ente la necessità di utilizzare, per per proprie finalità istituzionali i locali concessi in uso, è confermata la scadenza del contratto al 31.12.2016.”

Per la verità, come conferma lo stesso Foietta, l’Osservatorio paga alla fu Provincia un contributo di 15.000 € all’anno, ma evidentemente De Vita non lo sa. E a stigmatizzarlo è lo stesso Vice Sindaco metropolitano, Alberto Avetta: “La ripicca dello “sfratto” al Commissario di Governo e’ una “sciocchezza” istituzionale, perche’ mette a rischio le relazioni indispensabili tra Città Metropolitana di Torino e Governo.
La Citta’ Metropolitana e’ l’ente di coordinamento e di confronto del territorio e non e’ proprieta’ privata di un movimento o di un partito: e’ una questione di rapporti istituzionali e come tali devono essere trattati e mai confusi con le sensibilita’ pur legittime dei movimenti e dei partiti.
Aggiungo che gli uffici del Commissario di Governo erogano all’Ente un contributo spese di 15.000 euro, che perderemo, e sono attivi in Città Metropolitana dal marzo 2016, dopo un trasloco oneroso i cui costi pubblici, a questo punto, non saranno più ammortizzati. La spesa pubblica si contiene anche evitando ripicche a spese di tutti, favorevoli o contrari.”

Foietta e Appendino, nonostante la formale richiesta di incontro che il Commissario le ha ufficialmente notificato, nel suo doppio ruolo di Sindaco di Torino e della Città Metropolitana, senza ottenere riscontro, ancora non si sono incontrati e questo blitz da “amministratore di condominio”, la definizione è di Stefano Esposito, non faciliterà certo il confronto. Per ora Paolo Foietta, come la Appendino, è in ferie e ancora non si è espresso, ma certamente non è rimasto sorpreso.

Il Senatore PD invece non le manda a dire: “Ora capisco che agli attacchi ricevuti dal movimento NOTAV, il Sindaco che si era permesso di solidarizzare con le Forze dell’Ordine doveva pur rispondere, ma ritengo che questo rappresenti il peggiore e servile dei modi. 
Una reazione infantile ed inutile, non degna del Sindaco di Torino, ma di un amministratore di condominio abusivo.

Rifiutando il rinnovo del contratto non si ottiene alcun risultato se non quello di una magra e triste consolazione. Neanche alla scuola materna si possono trovare simili dispettucci. Per questo motivo, chiedo al Sindaco di rivedere questa scelta, cercando così di mantenere un profilo di correttezza istituzionale che a Torino vige da 70 anni.
La Torino/lione è una realtà che non si fermerà con un’ingiunzione di sfratto.”

Ovviamente se la decisione non verrà revocata non è che l’Osservatorio resterà per strada. È probabile una sua ricollocazione in locali della Regione o in Prefettura. Si tratta di quattro stanze da normale ufficio, non certo di megauffici dirigenziali.

Qui sotto la nota inviata al Commissario di Governo

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