La Dedalo srl, erede delle Seggiovie di Chiomonte, cita i proprietari dei fondi sulle piste del Frais per usucapione La rivendicazione per "aver l'uso ininterrotto da più di 20 anni dei terreni su cui insistono le piste da sci"

Il Frais dopo la nevicata di fine febbraio (Foto MC)Il Frais dopo la nevicata di fine febbraio (Foto MC)

CHIOMONTE – Una bella sorpresa, oggi 1 marzo, la lettura de La Stampa, con relativo salto sulla sedia, per i proprietari dei terreni localizzati al Pian del Frais sulle piste da sci.  Fra le pagine degli avvisi del Tribunale infatti in evidenza un “Estratto di atto di citazione per usucapione” cui segue un lungo elenco di oltre 100 proprietari di particelle catastali (alcuni dei quali già defunti, e quindi con conseguente coinvolgimento degli eredi) per le quali si rivendica il diritto di proprietà da parte della Dedalo srl, la società erede delle Seggiovie di Chiomonte, prima spa poi srl,; in pratica  tutti i terreni sui quali insistono le piste da sci.

Dedalo srl, dichiara quindi il titolo di proprietà di svariati ettari quadrati ai sensi dell’art. 1158 del Codice Civile “Usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari” secondo il quale “la proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per venti anni”, adducendo la motivazione che “a far data dal 1952 si trova nel possesso esclusivo, ininterrotto e completo su tutti fondi adibiti al transito delle piste da sci e/o occupati da impianti di seggiovia e sciovia…”

Fra i primi citati il Comune di Chiomonte stesso, il Consorzio Incremento Alpeggi Montani, la Parrocchia di Santa Maria Assunta di Chiomonte, la Cooperativa Agricola Soubeyrand, la Cappella Orgoueil. I citati o i loro eredi hanno teoricamente tempo sino al 31 agosto per opporsi alla rivendicazione, facendo valere le proprie ragioni, anche se sarà poi il Giudice a verificare l’effettiva diritto delle parti. L’usucapione infatti è un modo per diventare proprietari di un bene senza bisogno di un contratto, di un testamento e, addirittura, senza bisogno di un accordo con il proprietario del bene.

In questa ennesima querelle sugli impianti del Frais, che stavolta coinvolge i rapporti fra privati, tuttavia il Giudicante dovrà fare i conti anche con la Legge Regionale 2/2009 “Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo in attuazione della normativa nazionale vigente ed interventi a sostegno della garanzia delle condizioni di sicurezza sulle aree sciabili, dell’impiantistica di risalita e dell’offerta turistica.” che definisce le aree sciabili, ne regolamenta l’uso e gli usi civici, ma soprattutto le definisce di interesse pubblico e demanda gli atti conseguenti ai Comuni.

Silvano Ollivier, Sindaco di Chiomonte, è sicuramente fra quelli cui stamattina il caffè è andato di traverso: “Ormai credevo di averle viste tutte, ma evidentemente non bisogna mai porre limiti… alla provvidenza – ci dice al telefono –  e la prima considerazione che mi viene in mente è che su quei terreni comunali  insiste la struttura  della partenza della vecchia Seggiovia Pian Mezdì per i quali la Seggiovie di Chiomonte e successive società si rifiutano di pagare l’IMU in quanto a loro dire fabbricato su proprietà comunale e quindi esente. 

Ma la questione per quanto assurdamente kafkiana è davvero seria e non va presa troppo scherzosamente. La prima cosa che che faremo come Comune – prima di ogni atto a tutela legale – è di interpellare la Regione Piemonte per un parere interpretativo sulla Legge Regionale. Si tenga anche presente che in astratto comunque le piste da sci sono tali quando usate in questo senso e tale uso non è che stagionale. E ad esempio il Marco Cerutti, quale rappresentante della Dedalo srl rivendica fra gli altri terreni l’usucapione sulle proprietà dell’alpeggio Soubeyrand che altrettanti mesi all’anno se non di più viene gestito per la monticazione.

Dopodiché ci attiveremo per raggiungere e informare dei fatti tutti i proprietari e convocare un Consiglio Comunale straordinario ad hoc, nel quale insieme al Segretario Comunale e con il parere di Studi Legali, affronteremo la questione tutti insieme. E non escludo di poter dare il via ad una specie di class action collettiva per tutelare sia gli interessi pubblici sul Comprensorio sciistico del Pian del Frais, che gli interessi di tutti i cittadini di Chiomonte e dei proprietari di fondi su terreni ricompresi nell’ambito comunale. Di certo adiremo tutte le vie legali necessarie a tutela della collettività.”

E’ palese come questo caso sarebbe – se fosse accolta l’istanza di chi rivendica l’usucapione – un precedente che rivoluzionerebbe i rapporti fra proprietari terreni e gestori degli impianti da sci (Peraltro l’ultimo esercizio del Frais da parte delle Seggiovie di Chiomonte è del 2006) che in genere sono regolati da contratti d’affitto anche stipulati con accordi verbali in via bonaria  e ricompensati con un certo numero di skipass e/o stagionali. E se storicamente ci sono state rivendicazioni, in Alta Valle non mancano gli episodi anche aneddotici, sono avvenute proprio da parte dei proprietari  verso gli storici gestori degli impianti e non viceversa. I quali se questo fosse il metodo diventerebbero rapidamente proprietari di decine di kilometri quadrati di terreni alpini sulle piste.

Di questa ennesima vicenda legale intorno al Frais, appena iniziata,  ne sentiremo ancora parlare e non poco, e prima dell’udienza che è fissata il 20 settembre prossimo.