La Dosio condannata a 8 mesi per evasione: ” Continuerò a disubbidire” La Procura giorni fa aveva chiesto la revoca dei provvedimenti a suo carico: "La sua è una condotta mediatica finalizzata alla propaganda Notav". Il GIP ha respinto

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TORINO – Ai domiciliari a Bussoleno dopo una escalation di provvedimenti cautelari a suo carico, la Dosio, 71enne, professoressa in pensione, nota come la “pasionaria rossa”, non c’è mai stata. Sempre in “tournée” per l’Italia  a esporre la sua versione della “lotta popolare Notav” o in prima fila nelle manifestazioni, persino al Cantiere. L’unico arresto in flagranza lo ha avuto proprio in Tribunale a Torino. Ed questo il fatto per cui è stata giudicata e condannata stamattina. La Corte ha accolto la richiesta di 8 mesi di reclusione esposta dal Pubblico Ministero Nicoletta Quaglino. il minimo della pena.
La Dosio, difesa dagli avvocati Valentina Colletta ed Emanuele D’Amico, torna quindi ai domiciliari a Bussoleno. Ma ha annunciato anche oggi che  continuerà a disobbedire: “La mia è un’evasione che si sostiene sulla solidarietà da parte del Movimento Notav e delle tante realtà resistenti capaci di fare, del nostro paese e del mondo, un luogo dove ha ancora senso vivere e spendere concreta speranza. E lo farò per me, per la lotta contro la Tav e per i compagni che, come me, sono stati condannati ingiustamente”.

Questa sua condotta sta rischiando di esporre le istituzioni al ridicolo, mentre la polizia giudiziaria territoriale è costretta a inviare quotidiane informative di reato alla Procura, ormai riconducibili ad una unica e ininterrotta condotta illegale. Per questo nei giorni scorso, gli stessi Pubblici Ministeri Rinaudo e Gianoglio, avvallati dal Procuratore di Torino Armando Spataro, hanno chiesto la revoca del provvedimento cautelare a carico della Dosio, da loro stesso richiesto mesi fa.

Scrivono i P.M. : La ragione del comportamento della Dosio è all’evidenza quella di sfruttare la situazione in cui si trova per suscitare clamore mediatico attorno al cosiddetto Movimento
Notav, o meglio alle attività illegali di quella parte minoritaria di cui ella fa parte, che include vari suoi coimputati, nella convinzione di influenzare l’opinione pubblica in senso favorevole alle ragioni di tale parte del movimento stesso. L’evasione dell’indagata è stata infatti resa pubblica con inserimenti video sul web e mediante rilascio di dichiarazioni ai giornali online, tutte relative all’intenzione da lei manifestata fin dal!’ applicazione della più blanda misura dell’obbligo di firma.” Nella lunga richiesta di revoca , che tiene anche conto dell’età della Dosio, per cui la reclusione preventiva si dovrebbe applicare in via eccezionale, essendo ultra settantenne, i magistrati stigmatizzano chiaramente la condotta della Dosio stessa: “E’evidente che proprio per porre un fine a questa situazione e impedire che la posizione e la condotta della stessa, in quanto sottoposta a misura cautelare non ottemperata, diventino a loro volta strumento di propaganda delle attività illecite di quella parte del movimento che le pratica ed a cui ella appartiene e, addirittura, di proselitismo, la soluzione più coerente è quella di richiedere la revoca degli arresti domiciliari. Va ripetuto che tale scelta non incide sulle esigenze cautelari del procedimento che ha generato la misura cautelare che le ha consentito di acquisire una sorta di luminoso alone di “mnartire” e/o “vittima del sistema”. 

Una richiesta che può apparire surreale, ma ch einvece è di buon senso e sana real-politik, se questo termine si può applicare a dei magistrati, che però il GIP Alessandra Pfiffner ha respinto, sostanzialmente motivando che se la Dosio continua ad evadere, nonostante l’età, si possa applicare nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. Cosa che alla Dosio e a i suoi compagni vista la sua strategia non dispiacerebbe affatt, per i motrivi ben esposti nella richiesta dei Pubblici Ministeri. Che infatti hanno ricorso.