La Dosio entra in Tribunale dove è in corso il processo a 47 attivisti. Fermata da Digos e Carabinieri La "pasionaria rossa" era ai domiciliari che non ha mai rispettato. La Polizia ferma gli altri manifestanti all'esterno di Palazzo di Giustizia

NOTAV PALAGIUSTIZIA

TORINO  – L’annunciato presidio Notav, in Tribunale dove è in corso la penultima udienza in Corte di Appello del cosiddetto “maxi processo” che vede imputati 47 attivisti per le violenze dell’estate  del 2011 in Valle è finito con alcuni tentativi di un centinaio di manifestanti di sfondare il cordone di polizia disposto  davanti al Palazzo di Giustizia e con il fermo di Nicoletta Dosio da parte del personale della Digos e dei Carabinieri in servizio in Tribunale.

Il gruppo composto da antagonisti dei centri sociali e militanti della Valle ha cercato di forzare il blocco per entrare. Fra i pochi che sono riusciti a passare il primo blocco la Dosio, che ovviamente avrebbe dovuto essere a casa ai domiciliari, che non ha mai rispettato. Al grido di “Lasciatela passare” la Dosio, è stata spinta oltre la linea di poliziotti, ma poi immediatamente fermata e accompagnata al posto di polizia interno. La pasionaria rossa comunque seguita dalla stampa a pugno chiuso levato ha lanciato il suo slogan “Vittoria! Libertà”. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti. E’ possibile che nonostante tutto le vengano confermati i domiciliari, evitandone la traduzione in carcere per evasione. Cosa che probabilmente lei stessa preferirebbe, per dare ulteriore rilievo ai sui gesti di “ribellione al sistema”.

Durante la sua precedente requisitoria il Procuratore Generale Francesco Saluzzo ha chiesto complessivamente per i 47 imputati a pene comprese tra un anno e 8 mesi e quattro anni e 10 mesi, per un totale di circa  200 anni di carcere.