La fantasia di bambini e ragazzi racconta Rivalta 3016

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RIVALTA – Archeologi e scienziati, indossatrici e androidi, colonnelli e nanotecnologie per raccontare come sarà la Rivalta del futuro. Sono state la classi primaria Va A della scuola Europa Unita guidata dalle maestre Alessandra, Patrizia e Salvina, la pari grado IIIa F della Duchessa Anna D’Aosta con le insegnanti Ilaria e Lucia, e alcuni alunni delle IIe B e D della secondaria di primo grado Don Milani – con la professoressa Paola a condurre il corso di teatro – a dare vita sotto l’Ala allo spettacolo teatrale “Rivalta 3016”  nell’ambito dei laboratori teatrali previsti da “Intrecci Educativi” e condotti da Alessandro Tessitore. Da un mosaico di scene nel quale le classi si sono alternate e partendo da contenuti elaborati dagli stessi ragazzi è nata una rappresentazione frizzante e divertente, fatta di bozzetti, rapidi dialoghi, battute a volte solo apparentemente scherzose che hanno fatto ridere e sorridere ma anche pensare. Così, se gli archeologi del 3016, guardando a quello che per loro è passato, hanno dato per scontato smaterializzazione e fotovoltaico e si sono stupiti per gli abiti e le acconciature del pubblico presente,  il 3016simo compleanno del paese è stato festeggiato chiamando il sindaco sul palco e regalando il mare, nel quale nuotare visto che a Rivalta mancano piscina, cinema e tutto il resto. E se una visione apocalittica dei prossimi mille anni ha raccontato di muri e separare città e popoli, di una mega discarica sul letto del Danubio e di una epidemia di suicidi dovuti alla solitudine e alla mancanza di amore, le previsioni climatiche non  hanno fornito notizie migliori, fra uragani e siccità, onde alte 16 metri e raccomandazioni a non esporsi alla pioggia nel mese di maggio perché acida. Anche l’uomo non è sfuggito al tracollo e alle mutazioni che gli hanno “regalato” tra l’altro un pollice ingrandito a furia di usare WhatsApp, gli occhi rossi per la troppa televisione, le orecchie grandi per i rumori delle auto e delle fabbriche e il naso pieno di peli per filtrare l’aria sporca. Fra una risata e un sorriso, applausi e urla di incoraggiamento il pubblico ha anche appreso che, se “a Volvera ogni cosa che si dice è vera” e se a “Grugliasco le gru volano con il casco”, a “Rivalta siamo tutti alti, gli altissimi bimbi e il più basso si chiama Lorenzo…”, una Rivalta che avrà strade fluttuanti e trasparenti ed elettrodomestici telepatici, difenderà i diritti degli androidi perché siano liberi di circolare, votare e andare in pensione come gli umani,  e indosserà, secondo la moda della primavera-estate 3016, abiti realizzati in tessuto nanotex camaleonte, in gradi di diventare una seconda pelle. Divertenti e divertiti, i giovanissimi attori si sono mossi sul palco con estrema disinvoltura, applauditi da genitori, parenti e amici, dal vicesindaco Rita Vittori e dal sindaco Mauro Marinari per il quale “È un aspetto importantissimo che le scuole, sempre con successo, escano su territorio negli anni, per dare continuità”.