La Frediani risponde a Foietta: “Dovrebbe informare e non fare bassa propaganda”

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Nuova puntata della bagarre tra la consigliera regionale del M5S e il Commissario Governativo Paolo Foietta. All’intervista pubblicata sul nostro giornale ieri, ecco puntuale, al replica della Frediani che puntualizza ed attacca senza riserve.

“Foietta non può giocare con le parole quando svolge le funzioni di amministratore pubblico. Dovrebbe informare e non fare bassa propaganda per conto di chi l’ha sistemato a capo dell’osservatorio. – scrive Francesca Frediani – Gli atti normativi parlano chiaro: la saturazione della linea storica (art. 1 accordo 2001) era ed è tutt’ora un presupposto bilateralmente riconosciuto alla costruzione della nuova linea Torino Lione. Nei lavori parlamentari di ratifica di entrambi i paesi veniva espressamente riconosciuta la saturazione della linea esistente quale presupposto. Tale espressione la rinveniamo anche nel corso del dibattito parlamentare francese nella seduta del 13 febbraio 2002 (pag. 1366) ed in quello italiano. Il relatore, in commissione III della Camera Giuseppe Naro (UDC),  così si esprimeva il 18 giugno 2002:  “(…) la nuova linea ferroviaria Torino Lione, linea ritenuta necessaria per la saturazione del traffico su rotaia dell’attuale collegamento italo francese”.

E continua la consigliera: “Ma è lo stesso Foietta l’ha ammesso candidamente nel corso dell’audizione in Commissione trasporti regionale del 22 ottobre 2015. Questa la frase testuale pronunciata da Foietta e riportata nel resoconto stenografico: “Sì, era un prerequisito del 2001 – diceva l’attuale commissario governativo – I prerequisiti, grazie a Dio, negli accordi internazionali vengono spesso rivisti e rifatti. Per esempio, in quello del 2012 è stato rivisto assumendo una decisione di carattere differente”. Peccato che leggendo l’accordo del 2012 non appare alcuna modifica del precedente accordo del 2001. Insomma, volendo usare il condizionale che tanto gli è caro, basterebbe Foietta a smentire Foietta. Sarebbe sufficiente riportare quanto andava dicendo solo pochi mesi fa per ristabilire un minimo di verità storica e grammaticale. Ritornando a fonti molto più autorevoli di Foietta citiamo anche il Conseil des Ponts et Chaussées, commissione di controllo del governo francese, che nel proprio Rapport d’audit sur les grand projets d’infrastructures de tranport n°2002-0190-01 (febbraio 2003), così concludeva (pag. 62 1° capoverso), sul progetto della Nuova Linea Torino Lione: “gli studi socio-economici condotti sono lontani dal dimostrare l’interesse di questo progetto per la collettività”. Conclude la Frediani: “Quindi, un’opera per poter essere qualificata opera pubblica deve essere utile per la collettività: questa non lo è.  Il TAV Torino Lione non è opera strategica di interesse europeo”.

La controreplica del Commissario di Governo Paolo Foietta è arrivata poco dopo la pubblicazione su facebook delle ragioni espresse dalla Consigliera Pentastellata: “Mi spiace davvero l’imbarazzo della dottoressa Frediani. Basta leggere l’accordo  del 2001 che e’ legge dello stato; non i verbali del dibattito che non hanno  nessun valore giuridico o articoli di giornale. In una legge un condizionale non è futuro prossimo e pertanto un auspicio non può diventare un obbligo. Pertanto  se ne faccia una ragione. Non esiste nessun prerequisito alla saturazione della linea storica”. 

E non sarà l’ultima né da una parte né dall’altra.