La Lega in piazza Molines a Giaveno per raccogliere adesioni Il partito di Salvini al mercato del sabato

La Lega a Giaveno con la senatrice Casolati

GIAVENO – Ritorna l’appuntamento con Lega con la presenza dei militanti il giorno del mercato al gazebo che verrà montato in piazza Molines . Forti del loro consenso crescente i leghisti vogliono sempre più rafforzare la loro presenza sul territorio. Dicono quelli della sezione di Giaveno: “Noi siamo da sempre vicini giavenesi che ci chiedono di prendere misure urgenti contro l’amministraziine che ha fallito sulla gestione della gestione dei profughi. La sicurezza del territorio è un tema fondamentale”. Per quanti volessero sarà possibile prendere la tessera del 2018. 

Sui bandi statali

Intanto dalla Lega si ragiona sulla messa in sicurezza degli edifici. “Peggiori sono le condizioni economiche del Comune, più probabilità questo avrà di accedere ai contributi del bando voluto dal Governo per gli interventi di messa in sicurezza di edifici e territorio: pare un assurdo controsenso, ma è quanto accade, oggi, in Italia. A sollevare la questione un’interrogazione al ministro dell’Economia e delle Finanze da parte di tutti i parlamentari piemontesi della Lega, guidati da Riccardo Molinari, Segretario Nazionale Lega Nord Piemont, con cui si chiede di intervenire sui criteri di selezione che hanno permesso che i 150milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2018 vengano investiti su 146 progetti di 54 enti, per la maggior parte Comuni in dissesto” scrive la Lega.

“Emblematico è il caso di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino– spiega Riccardo Molinari – che presenta un disavanzo superiore a undici milioni di euro, con un rapporto sulle entrate di -190,59%, ma che ha comunque ottenuto l’accoglimento di sei istanze e l’assegnazione di 5, 2 milioni, il massimo consentito dalla norma. Di ottantatré progetti approvati, fra gli 813 presentati dai comuni piemontesi e approvabili– prosegue – soltanto due hanno ottenuto un sostegno economico”. La vicenda, insomma, ha del paradossale: da un lato, infatti, lo Stato richiede efficienza ai Comuni, dall’altro premia l’inefficienza e l’incapacità, stabilendo un premio per i Comuni nelle peggiori condizioni finanziarie.

“I criteri di assegnazione di finanziamenti – spiega ancora Molinari – vanno rivisti, è evidente: non è corretto che vengano premiati i comuni non virtuosi, a discapito di chi, invece, ha gestito in modo assennato le risorse pubbliche. Anche la distribuzione dei finanziamenti – conclude – dovrebbe risultare più omogenea: non è giusto che ci siano Comuni che hanno ottenuto finanziamenti per più progetti ed altri che, invece, non sono riusciti ad ottenere neppure un euro. Ci auguriamo che i criteri di assegnazione vengano rivisti, insomma, per fare in modo che i fondi stanziati per i prossimi due anni vengano utilizzati per premiare, da un lato, i comuni virtuosi e, dall’altro, l’urgenza dei progetti”.