La linea ferroviaria Torino-Lione oggi è legge di Stato Foietta: "Era compito del Parlamento scegliere la strada giusta"

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ROMA  – Con il 75% dei parlamentari favorevoli si è concluso il lungo processo decisionale sull’infrastruttura ferroviaria Torino-Lione. Oggi con il voto della Camera ha ratificato il trattato Italia-Francia sulla Tav. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 285 voti a favore, 103 contrari (M5S e Sel) e tre astenuti. Al voto finale i deputati M5S hanno esposto striscioni con la scritta “No Tav”. La presidente Laura Boldrini ha chiesto l’intervento dei commessi per rimuoverli. Molti i commenti ad una decisione che cancella definitivamente ogni idea di fermare i lavori.

TELT esprime, ovviamente soddisfazione per l’approvazione alla Camera dei Deputati del disegno di legge di ratifica del trattato binazionale per l’avvio dei lavori definitivi della Torino-Lione. In una nota il pensiero. “Il voto di oggi rappresenta un momento storico per l’Italia, che ha portato a termine con successo, e in soli due mesi, l’iter di ratifica dell’accordo internazionale in entrambi i rami del Parlamento. Dopo il voto al Senato, avvenuto il 16 novembre, anche a Montecitorio il provvedimento è stato approvato da una maggioranza ampia e trasversale. Un risultato raggiunto grazie all’impegno di tutti gli schieramenti politici, che consente il pieno rispetto delle scadenze concordate con l’Europa per la realizzazione dell’opera. In parallelo il percorso di ratifica procede positivamente anche in Francia, dove il provvedimento sarà sottoposto giovedì 22 dicembre al voto dell’Assemblée Nationale. La Torino-Lione è uno dei rari esempi di infrastruttura il cui costo, di 8,6 miliardi a carico dell’Ue (40%), Italia (35%) e Francia (25%), è certificato da un ente terzo e l’unico caso in Europa di applicazione delle norme antimafia indipendentemente dalla nazionalità dei cantieri, grazie all’accordo approvato dal Parlamento. TELT sta compiendo tutti i passi necessari per il lancio dei bandi di gara per l’affidamento dei lavori, a partire dal 2017, che consentiranno l’avvio dei cantieri nel 2018. La Società è pronta a entrare nel vivo di questa importante sfida che permetterà, con l’entrata in servizio del tunnel di base del Moncenisio, di sostituire la storica galleria del Frejus realizzata da Cavour nel 1870, valicando le Alpi alla quota di pianura, come già avviene tra Italia e Svizzera grazie al traforo del Gottardo, recentemente inaugurato, e, a partire dal Brennero, agli altri quattro tunnel di base lungo l’intero arco alpino“.

Paolo Foietta, Commissario governativo dell’opera: “Dopo vent’anni dall’accordo Italia Francia del 1996, attraverso gli accordi attuativi del 2001 e 2012, è stata assunta a grande maggioranza dal Parlamento Italiano la decisione finale che dà l’avvio definitivo alla sezione transfrontaliera della nuova linea Torino Lione. Nei prossimi giorni sarà la volta dell’Assemblea Nazionale Francese. Si conferma così un percorso tecnico e politico, condotto dai Governi nella massima trasparenza,  che ha visto in questi ultimi 10 anni la modifica sostanziale del progetto e la ricerca di una condivisione con i territori, gli attori sociali ed economici, attraverso l’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino Lione. Un percorso, quello dell’Osservatorio, che entra da domani in una fase nuova, per dimostrare con i fatti che la realizzazione dell’opera costituisce una grande opportunità per il territorio che la ospita, per le sue imprese ed i suoi cittadini e che, come per il tunnel geognostico di Chiomonte, dei rischi evocati dai profeti di sventura su salute ed ambiente, non esiste traccia. “La sfida ai pregiudizi, alle informazioni false ed infondate, ai procurati allarmi, che hanno caratterizzato anche in queste ore i rumorosi interventi degli oppositori – ha dichiarato il Presidente Paolo Foietta – da domani prosegue e si rafforza. Siamo al lavoro, confrontandoci con tutti, per realizzare la migliore opera possibile, per onorare la Convenzione delle Alpi, per consentire la riduzione dei gas serra nel trasporto merci e passeggeri (COP21), per creare le condizioni per l’obiettivo del 50% di trasporto merci su ferrovia, togliendo oltre un milione di TIR dalla strada, sulla direttrice alpina Est-Ovest”. “Parafrasando – prosegue Foietta – l’ottimo relatore della Legge di ratifica On. Marco Causi: il nostro Paese è ad un bivio: da un lato il ripiegamento su se stesso, figlio delle paure e della crisi sociale. Dall’altro lato, la difficile ricerca di un ruolo in un mondo che cambia e propone nuove sfide, che vanno affrontate con intelligenza e lungimiranza, avendo cura di riparare le ferite della crisi sul corpo sociale del paese. La coesione sociale non può e non deve essere contrapposta agli investimenti, all’innovazione, all’ammodernamento delle reti infrastrutturali e neppure ai valori fondanti della democrazia repubblicana, come la tolleranza, la difesa della legalità, il contrasto della criminalità organizzata: coesione sociale e sviluppo sostenibile marciano insieme, non sono alternativi. Era compito del Parlamento scegliere la strada giusta. E l’ha fatto”.

Stefano Esposito, senatore PD: “Con la votazione di oggi alla Camera, si da il via definitivo ai lavori della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Per raggiungere questo risultato ci sono voluti anni di lavoro, a livello tecnico, a livello parlamentare e, ahimè, a livello giudiziario … e tutto ciò per quello che sarebbe dovuto essere un semplice tratto ferroviario. La Torino – Lione è stata invece un fenomeno sociale cavalcato nel peggiore dei modi dalla peggiore delle società a trazione antagonista.  Un esempio emblematico di come legittime diversità di pensiero possano essere strumentalizzate a fini politici o ideologici lontanissimi non solo dal senso dell’opera, ma anche dalle posizioni di chi era ed è contrario all’opera, ma mantiene un profilo di rispetto istituzionale e dignità civica. Ci tengo a ringraziare le tantissime persone che hanno contribuito a scrivere questa importante pagina: operai, maestranze, forze dell’ordine, tecnici, parlamentari e tutto il tessuto sociale – fatto anche da cittadini NoTav – che negli anni è stato capace di prendere una posizione seria ed interlocutoria, piuttosto che sceglierne una propagandistica o semplificatoria“.

Antonio Ferrentino, consigliere regionale PD: “Un processo democratico partecipato che ha cancellato l’ipotesi originaria, a cui per primo mi dichiarai contrario, e ha raccolto la quasi totalità delle richieste del territorio con un lungo confronto tenutosi  nell’Osservatorio istituito proprio su richiesta di tutti i sindaci del territorio interessato. Tristezza e incredulità per la firma del sindaco Chiara Appendino di un documento che chiedeva alla Camera di votare contro la ratifica, quando pochi giorni addietro lo stesso sindaco Appendino non disdegnava l’assegnazione dei fondi compensativi, così come il consiglio comunale di Susa. Il Sindaco della Città metropolitana di Torino ha sentito il Consiglio metropolitano sul tema? Doppiogiochista il ruolo del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, favorevole alla line Alta Velocità Napoli – Bari, contrario alla Torino – Lione“.

Laura Castelli, deputato M5S commenta: “Non ho più voce ma avrò sempre la forza di dire No Tav e spero che insieme con Movimento 5 Stelle al governo, quest’opera sia definitivam,ente bloccata“.

Francesca Frediani, consigliera regionale M5S esprime il suo disappunto in un tweet: “Non avete idee per il nostro futuro. Siete il nulla che ratifica il nulla. Se pensate di aver messo un punto finale alla nostra lotta, vi sbagliate di grosso”.

Di tutt’altro parere Mino Giachino, Forza Italia, esperto di logistica  e trasporti e oggi animatore di “Si Lavoro”, un’Associazione apartitica che raduna giovani e disoccupati che ha manifestato oggi a Torino in presso la Prefettura “in mezzo allo stupore di gente che ha scoperto che ci sono anche i Si Tav, a sostegno del voto favorevole all’accordo Italia Francia. Senza la Torino-Lione  il Piemonte sarebbe stato tagliato fuori dalla economia del futuro che passa attraverso la logistica. I ritardi rispetto alla Svizzera hanno appesantito la crisi del Piemonte mentre a Torino non vi è mai stata tanta disoccupazione giovanile. Ora va recuperato il tempo perduto con una seria pianificazione territoriale.”