La linea ferroviaria Torino-Lione è una tratta europea, incontro a Torino Brinkhorst: "Abbiamo bisogno di questa opera e non solo Italia e Francia"

Conferenza Intergovernativa Torino-Lione

TORINO – Si è svolta oggi, prima della Conferenza Intergovernativa Torino-Lione, una lunga conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Commissario di Governo Paolo Foietta,  il coordinatore del progetto per conto dell’Unione Europea Jan Brinkhorst, il presidente della delegazione francese Louis Besson, il direttore generale di Telt Mario Virano e l’assessore regionale Francesco Balocco. Il Commissario Foietta ha spiegato che questo incontro, programmato da tempo, non ha nessuna eccezionalità ma sarà utile per sottolineare alcuni punti fermi dell’opera in un periodo politico particolare.

Un messaggio chiaro dall’Europa

Jan Brinkhorst ha spiegato che sia in Francia che in Italia la linea Torino-Lione viene presentata come un progetto binazionale ma l’opera che è in corso è finanziato dall’Unione Europea, e che la linea ferroviaria ha una dimensione europea. “Abbiamo bisogno di questa opera e non solo l’Italia e la Francia ma tutta l’Europa altrimenti si rischierebbe un blocco economico e occupazione molto grave“- ha detto Brinkhorst. Louis Besson è intervenuto per spiegare quali sarebbero le conseguenze di un blocco o di un rallentamento dei lavori: “Se la linea ferroviaria Torino-Lione che non è una Tav ma un mix di corridoio tra passeggeri e merci, non fosse realizzata ci sarebbero aperture di traffico su Paesi vicini che avrebbero contraccolpi negativi, e quelle sono somme elevate». Il responsabile francese non si è limitato a cifre ma ha fatto un ragionamento più ampio:“E’ difficile il calcolo dei costi della non realizzazione della Tav, ma sarebbero molto alte, il costo passerebbe di molto la somma già impegnata, questo è sicuro“.

La legge fu votata dalla Lega

Siamo in democrazia e rispettiamo le decisioni prese per gli elettori italiani ma credo – ha concluso Besson – serve un atteggiamento più costruttivo e trovare convergenze prima di trarre conseguenze negative“. Besson ha poi fatto una carrellata delle occasioni negli ultimi vent’anni, nelle quali Italia e Francia hanno raggiunto accordi e stipulato trattati sulla linea ferroviaria fino ad arrivare all’approvazione nei parlamenti delle leggi d’approvazione. Quella italiana fu votata dalla Lega.

Paolo Foietta