La maggioranza Appendino farà uscire la Città dall’Osservatorio della NLTL Stamane a Palazzo insieme ai consiglieri M5S il Sindaco ha illustrato la mozione che chiude alla "TAV"

Un momento della conferenza stampa a Palazzo CivicoUn momento della conferenza stampa a Palazzo Civico

TORINO – In una conferenza stampa a Palazzo Civico, la Sindaca Chiara Appendino, per l’occasione contornata da una pattuglia di Consiglieri del M5S, ha annunciato che il Comune di Torino uscirà dall’Osservatorio per la Nuova Linea Torino-Lione. Sarà la maggioranza pentastellata a metterci il sigillo, avendo presentato una mozione che vincola l’amministrazione ad abbandonare il tavolo governativo di Consultazione. E lo fa – guarda caso – dopo aver appena sottoscritto un accordo di programma col Governo  Renzi insieme a Chiamparino, per le opere del patto col Piemonte in cui sono inserite praticamente tutte le opere trasportistiche connesse al vituperato “TAV” – come lo chiamano solo più gli oppositori – relative all’area metropolitana allargata alla prima cintura.

Un gesto simbolico, incassata la promessa degli investimenti, che ricorda molto il “politicamente contrario, ma tecnicamente favorevole”  già sentito per altre opere in Valle di Susa.

La mozione dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale in Sala Rossa, ma a parte la discussione che accenderà, il suo esito è scontato visto la maggioranza assoluta non scalabile che hanno i Pentastellati.

“La mozione – ha detto la Appendino – ben illustra le motivazioni per cui  siamo fortemente contrari al TAV: un investimento che anche alla luce degli ipotetici benefici previsti non riteniamo necessario o prioritario. Noi crediamo che quelle risorse andrebbero investite meglio. Per cui la Città di Torino uscirà dall’Osservatorio sul TAV”.

 “Il nostro approccio – ha ribadito il Sindaco – non è mai stato ideologico, ma entra nel merito. Questa mozione spiega le ragioni della mia e nostra contrarietà all’Alta Velocità Torino-Lione”. E ha sottolineato in apertura di incontro il suo “ringraziamento” alla Commissione tecnica  (in pratica tutto il Controsservatorio Notav) “la cui relazione è stata utile per arrivare a questa mozione. Cosa che abbiamo fatto con approccio non ideologico, ma entrando nel merito”.

Il capogruppo grillino Alberto Unia ha poi annunciato che la mozione: “è stata redatta ora propria perché si sta chiudendo l’iter parlamentare Italia – Francia, per cui era giusto dare un segnale in questo momento di non adesione di Torino a quel progetto” sarà votata nella prossima seduta del Consiglio comunale: “Avremmo preferito convocare un Consiglio comunale aperto per consentire di illustrare tutte le posizioni sull’opera e confrontarci con tutta la città, tutte le liste di minoranza dal PD a Morano, Passando per Forza Italia ce l’hanno impedito”.

A calcare la mano è stata la Consigliera  Viviana Ferrero, con tanto di fazzoletto Notav al collo: “Voglio ricordare la nostra vicinanza alla Valle di Susa, i cui Comuni son quasi tutti fuori dall’Osservatorio e alla sua popolazione ampiamente contraria alla TAV. Oggi invece vogliamo costruite un ponte tra Torino e la Valle con i tantissimi torinesi che hanno partecipato alle marce Notav.  Insieme ai quali diciamo No alla devastazione della Valle. Il TAV è una scelta politica che non c’entra nulla con la saturazione delle merci.”

Ma punte altissime di narrazione alla rovescia le ha raggiunte la giovane consigliera Maura Paoli che ha parlato – richiamando l’Articolo 1 della Costituzione – di “Sovranità che appartiene al popolo e dell’alto valore democratico di una battaglia continuativa, responsabile, che appartiene ai cittadini, pacifica, non violenta (sic!) . Ringrazio – ha proseguito – il Movimento Notav che che con tenacia, rabbia, ma anche gioia ha raccontato questa lotta. Queste battaglie si vincono solo con forza delle parole. Una lotta diventata di moltissime persone di tutta Italia  e che non si ferma nonostante gli espropri,  i gas, i manganelli e le ruspe, gli arresti, le reti e il terrorismo mediatico. Perché la violenza non è mai la soluzione. Saremo noi ora per la prima volta ad informare i cittadini di cosa davvere succede e di come stanno le cose. Perché i cittadini di Torino non sono mai stati informati sulla TAV. E lo faremo mettendoci anche la faccia come consiglieri e attivisti.”

Con queste premesse il Consiglio Comunale della fu Capitale d’Italia, promette davvero bene quanto a bagarre. Cavour, che l’?Italia la volle, come il tunnel del Frejus,  non dormirà sonni tranquilli ad ascoltare certe frasi. Altro che uscita dal tunnel…