La mini chirurgia per le grandi patologie All’UniTre di Susa la dottoressa Raina

dott Laura Raina

SUSA – L’Unitre di Susa, ha ospitato un’interessate incontro con la dottoressa Laura Raina riguardante le tecniche chirurgiche Mini Invasive e Percutanee per la Colonna Vertebrale. La Raina, specialista in neurochirurgia, da anni si occupa della chirurgia della colonna vertebrale, acquisendo recenti metodiche chirurgiche mini-invasive  e puramente percutanee che consentono di trattare patologie degenerative anche complesse della colonna vertebrale. Questo offre notevoli vantaggi in termini di minor impatto chirurgico, ridotte perdite ematiche, minor dolore post-operatorio e ridotti tempi di degenza media. Tale metodiche hanno quindi consentito di spingere gli orizzonti chirurgici sempre più spesso nei confronti di pazienti over 75 e con altre problematiche di salute generale. Particolarmente promettente la tecnica X-LIF (artrodesi intersomatica laterale per via trans-psoas), messa a punto negli Stati Uniti circa dieci anni fa e che ha dato ottimi risultati nel trattamento delle malattie discali di origine degenerativa e nella correzione delle deformità della colonna vertebrale. Consiste nell’inserimento di una gabbia in materiale plastico (peek) riempita di sostituto d’osso(pasta di idrossiapatite e fosfato tricalcico), attraverso una piccola incisione sul fianco e sotto guida radiologica intra-operatoria. Il paziente viene posto in decubito laterale con spezzatura del lettino operatorio a livello della cresta iliaca. Una volta incisa la cute si raggiunge il muscolo psoas di quel lato e, sotto guida EMG-grafica continua al fine di identificare e rispettare le radici spinali che compongono il plesso lombo-sacrale, il disco intervertebrale patologico da sostituire. Grazie all’utilizzo di fili guida metallici radiopachi e dell’amplificatore di brillanze, inizia la procedura chirurgica di discectomia e inserimento della gabbia artificiale. In base alla patologia da trattare si deciderà se proseguire con un tempo posteriore di accesso diretto alla colonna e quindi se utilizzare altri dispositivi protesici (es. viti peduncolari o trans-corticali, dispositivi di fusione interspinosa). Un incontro interessante che segue il solco di quelli già organizzati e in programma all’Unite di Susa.