La nostra città la nostra arte Grande mostra curata da Francesco Bonami

Il museo d'arte moderna

RIVOLI. I quattro musei di arte contemporanea dell’area metropolitana torinese – la GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la Fondazione Merz – ospitano TUTTTOVERO La nostra città la nostra arte Torino 2015, una grande mostra curata da Francesco Bonami, in collaborazione con un comitato scientifico formato da Danilo Eccher, Marcella Beccaria, Irene Calderoni e Beatrice Merz. La mostra declina l’interpretazione artistica del concetto di vero, o della realtà, lungo due secoli: dal 1815 al 2015. Per TUTTTOVERO il curatore ha selezionato, dall’immenso e diversificato patrimonio artistico di cui sono ricchi i musei pubblici e privati torinesi, le opere che raccontano come il mondo è mutato, trasformandoci e trasformando il concetto di realtà nella nostra cultura e società. TUTTTOVERO parte dal 1815, l’anno in cui Napoleone è sconfitto a Waterloo e inizia la storia dell’Europa moderna e contemporanea, e arriva al 2015, anno in cui l’Europa deve affrontare una realtà mondiale in drammatico cambiamento. Bonami sottolinea: “al tempo di Expo 2015, Torino e il Piemonte accettano la sfida di non importare cultura ma di esporre e mettere in mostra ciò che la propria cultura civile, pubblica e privata, ha saputo costruire nel tempo. Se Expo 2015 è dedicata all’alimentazione, Torino e il Piemonte interpretano questo soggetto offrendo il miglior cibo per lo spirito umano, che da migliaia di anni si è rivelato indispensabile alla crescita e alla sopravvivenza dell’umanità, l’arte”. Ognuna delle quattro sedi espone una selezione di opere che meglio rappresenta la propria identità museale. La Manica Lunga del Castello di Rivoli ospita per TUTTTOVERO una serrata coreografia di circa cinquanta opere scultoree, che si sviluppa nello spazio in un progressivo e vertiginoso crescendo della densità dei lavori. Il visitatore viene chiamato a costruire in prima persona gli spazi della mostra, grazie al suo sguardo in movimento che ne delimita progressivamente inquadrature diverse. Scoprirà così sempre nuove narrazioni e stanze ideali, accompagnato da alcune tappe fisse, annunciate da opere cardine in movimento che ne “attivano” le triangolazioni.