La nuova Via della Seta passa con il treno merci dalla Cina a Lione Virano: “Il tunnel di base del Moncenisio completerà il percorso naturale”

(foto Telt)(foto Telt)

LIONE – Un treno carico di merci dalla Cina, arrivato alle 11.20 di questa mattina a Lione, ha inaugurato la nuova “via ferroviaria della seta” verso la Francia. I primi container della compagnia cinese Wuhan Asia Europe Logistics, contenenti materiale elettronico e meccanico, sono stati scaricati sulla piattaforma logistica di Saint-Priest, vicino a Lione. Ad attenderli insieme a una delegazione di imprenditori e autorità, tra cui  Wu Guangming, direttore generale della Wuhan Asia Europe Logistics, Wang Ju, Console generale della Cina a Lione, Alain Galliano e Jacques de Chilly, rispettivamente vice-presidente e direttore generale aggiunto della Città Metropolitana di Lione, c’era Mario Virano, direttore generale di TELT (Tunnel Euralpin Lyon-Turin).

“Questo momento ha un valore simbolico molto importante per il futuro delle nostre economie” ha sottolineato l’architetto Virano spiegando che “il treno torna prepotentemente protagonista degli scambi commerciali e oggi si concretizza il primo tassello di quella “via ferroviaria della seta” che trova il suo passaggio naturale attraverso l’Italia. Questo treno ha dovuto percorrere un itinerario complicato, penalizzato anche dai cambi di scartamento tra le varie reti per arrivare ai mercati del quadrante ovest dell’Europa. Il suo percorso naturale è il Corridoio Mediterraneo attraverso la Pianura Padana, ma oggi non è praticabile perché sconta la penalizzazione dell’attraversamento alpino a 1300 metri di quota nel vecchio tunnel del 1871, che non è compatibile con queste tipologie di treni. Questa scelta – ha aggiunto Virano – indica in modo chiaro che è il mercato stesso a segnalare la necessità di nuove infrastrutture che connettano in modo più veloce, sicuro e anche più pulito il nuovo mondo globalizzato”.

Il convoglio cinese è partito da Wuhan lo scorso 6 aprile e in 15 giorni ha percorso 11.300 km attraverso Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia e, dopo una tappa in Germania dove ha scaricato parte della merce, ha proseguito il suo viaggio fino a Lione. Lungo il percorso sono stati necessari due trasbordi perché, anche se in Europa e Cina lo scarto dei binari è lo stesso, è invece diverso in alcuni dei paesi attraversati, e sono state utilizzate otto locomotive diverse con venti macchinisti che si sono susseguiti alla guida. Gli otto container scaricati questa mattina contengono prodotti hi-tech, parti meccaniche e silice per la fabbricazione degli pneumatici. E proprio a Lione la società Wuhan Asia Europe Logistics pare interessata ad aprire una propria sede di rappresentanza a Lione.

Si concretizza così una nuova mappa geo-economica che non solo la Ue,  ma anche la Russia e la Cina, stanno lavorando per costruire. Da un lato c’è  la rete TEN-T con nove assi di trasporto prioritari per l’integrazione dei 28 Paesi. Una rete che, a regime, costituirà una vera e propria “metropolitana d’Europa” che collega le maggiori città del continente. In questo scenario globale la Torino-Lione esprime tutta la sua importanza come centro  del  Corridoio Mediterraneo, tra la penisola iberica e il confine ungro-ucraino, incrociando sette dei nove assi prioritari, servendo il 18% della popolazione europea ed il 17% del PIL comunitario.

Russia e Cina stanno costruendo linee ad alta velocità, riscoprendo l’attualità dell’antica via della seta come New Silk Road in chiave ferroviaria, per arrivare in un prossimo futuro a poter contare su una vera e propria metropolitana eurasiatica. E’ con questa visione che lo scorso novembre molti sindaci delle principali città dei due corridoio Nord e Sud che rappresentano le opzioni della “via della seta” hanno sottoscritto nel capoluogo piemontese la ‘Carta di Torino’ nell’ambito del primo “Forum delle Città della nuova via ferrovia ria della seta, impegnandosi ad aggregare gli interessi dei territori sullo sviluppo di questi corridoi tra l’Atlantico e il Pacifico. Questo treno arrivato oggi ha impiegato 15 giorni di viaggio, ed è del tutto ragionevole che nel prossimo futuro questi trasporti richiedano non più di una settimana. Un tempo tre volte inferiore rispetto al trasporto marittimo, che impiega 45 giorni di viaggio, con indubitabili vantaggi in termini commerciali e di sicurezza.