La Procura di Torino indaga 3 giovani per l’assalto con razzi ad una vettura della Digos avvenuto il 2 dicembre a Chiomonte Scattate all'alba una serie di perquisioni nei confronti di 3 giovani Notav vicini al Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno

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TORINO – Nel corso di uno dei tanti “apericena” al cantiere, quello dello scorso venerdì 2 dicembre, una Punto  senza insegne con a bordo tre operatori della Polizia di Stato, in servizio presso la DIGOS torinese, era stata fatto oggetto e bersaglio di un  attacco condotto con razzi ed altri artifici pirotecnici.

Intervenuti nei pressi della centrale in Via dell’Avanà, gli agenti erano finiti in un vero e proprio agguato: gomme bucate dai chiodi a 4 punte sparsi sull’asfalto cui era poi immediatamente seguito un autentico fuoco di attacco ad altezza finestrini da parte di un “commando” di alcuni antagonisti –  fra i quali sembra vi fosse almeno una donna – che si erano preparati mimetizzandosi nei terreni immediatamente soprastanti, favoriti anche dall’oscuratà Per fortuna i vetri sono stati alzati in tempo e la prontezza di riflesso dell’autista ha evitato guai peggiori. A vetri abbassati la cosa sarebbe finita ben diversamente, con effetti facilmente imamginabili.

Dell’episodio i siti del Movimento si erano tranquillamente vantati la mattina successiva:  “Venerdì sera si è svolto il consueto apericena ai cancelli della centrale elettrica di Chiomonte. Mentre alcune decine di attivisti ribadivano la loro noncuranza a divieti e milititarizzazione banchettando serenamente a pochi metri dal cancello di ingresso in Via dell’Avana, altri No Tav passando dai boschi hanno colto alla sprovvista le forze dell’ordine impegnate in presidio. I fuochi d’artificio hanno dato il via ad un attacco al cantiere che si è protratto per alcuni minuti, con l’ausilio di chiodi a 4 punte e tutto ciò che può essere utile in queste occasioni. La polizia, colta alla sprovvista, non ha potuto fare altro che accusare il colpo, per andarsi poi a sfogare (arrivando con un auto dalle ruote bucate) presso chi banchettava ai cancelli, non ottenendo però la solidarietà sperata.”  E con frasi sui social tipo “Polizia molto arrabbiata”, citazione di un pezzo di Kusturiza.

Questa mattina, in esecuzione di un provvedimento firmato dal Pubblico Ministero Antonio Rinaudo, sono state eseguite perquisizioni domiciliari nei confronti dei primi tre indagati, tutti giovani e aderenti al Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno -con sequestro di supporti informatici, documentali e indumenti –  e ritenuti dagli investigatori fra i partecipanti e gli organizzatori del fatto. L’accusa è di resistenza e violenza – in concorso – a pubblico ufficiale.