La Regione decreta lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi Phoen, siccità e quota neve sopra i 2.000 metri, le motivazioni del provvedimento cautelare

Volontari AIB all'opera (Foto Corpo Volontari AIB Piemonte)Volontari AIB all'opera (Foto Corpo Volontari AIB Piemonte)

TORINO – La Giunta Chiamparino ha firmato il decreto di “massima pericolosità per gli incendi boschivi” a partire dal 30 dicembre. Clima caldo, vento di phoen e siccità a quote medio-alte, visto il livello neve  sopra i 2.000 metri, hanno fatto scattare la misura prevnetiva cautelare di allerta incendi in Piemonte. La Protezione civile della Regione Piemonte e il sistema antincendi boschivi sono in preallarme, con attivazione di servizi straordinari di monitoraggio in campo da parte delle Squadre A.I.B.

Va ricordato come proprio la stagione invernale sia per il territorio alpino piemontese, il periodo con maggior rischio incendi. Il provvedimento vieta tutte le azioni che possono determinare anche solo potenzialmente l’innesco di un incendio. E’ quindi vietato in particolare accendere fuochi, far brIllare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producano faville o brace, accendere fuochi d’artificio, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi   accesi,  lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile o compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo di incendio.

“Il sistema operativo regionale è, come di consueto, pronto a intervenire nelle situazioni di criticità” – sottolinea l’Assessore alla Protezione civile e Montagna della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia  Il termine dello stato di massima pericolosità sarà stabilito con successiva determinazione dirigenziale, quando cesseranno le condizioni meteorologiche di rischio.”

Il reato di incendio boschivo è sanzionato dall’articolo 423bis del Codice penale:  “Chiunque cagioni un incendio su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. Se l’incendio di cui al primo comma è cagionato per colpa, la pena è della reclusione da uno a cinque anni”. Per condotte meno gravi scattano invece le sanzioni amministrative pecuniarie.