La Regione mette uno stop ai tatuatori “fai da te”: diventa obbligatoria la formazione per esercitare questa pratica "Basta improvvisazioni - spiega l'Assessore Saitta - la formazione a garanzia della salute di chi sceglie di farsi tautaggi e piercing"

(Archivio Regione Piemonte)(Archivio Regione Piemonte)

TORINO – La Giunta Regionale del Piemonte ha approvato con delibera la “Disciplina regionale dei corsi di formazione sui rischi sanitari delle attività di tatuaggio, piercing e trucco permanente”  che istituisce l’obbligatorietà di un Corso professionale per esercitare l’attività di tatuatore e di installatore (si dirà così?) di piercing.  Da pratica residuale in certi settori sociali il tautaggio ormai è diventato una moda oltre ogni limite, tanto che è difficile vedere un under 30 senza almeno un piccolo tattoo. Costume infliuenzato da personaggi pubblici, artisti e calciatori per primi, ma anche modelle e soubrettine varie, e un modo per distinguersi  dalla massa. Però una pratica a rischio costante di complicazioni clinico-dermatologiche anche gravi, se se non attuata nel rispetto più totale delle norme igienico-sanitarie che le direttive  già prevedono.

Negli ultimi anni si è assistito anche in Piemonte alla notevole diffusione delle pratiche del tatuaggio e del piercing – ha detto l’Assessore Regionale alla Sanità Antonio Saitta – e numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato il rischio di trasmissione di infezione soprattutto laddove si utilizzano aghi taglienti. La Regione Piemonte già nel 2003 si era dotata di una normativa in materia che fornisce indicazioni tecnico-sanitarie per l’esecuzione dell’attività di tatuaggio e piercing. A livello nazionale, però, non esiste una normativa che disciplini espressamente la figura professionale dell’operatore di tatuaggio e piercing, e il Ministero della Salute ha emanato indicazioni operative a salvaguardia della salute pubblica, demandando alle Regioni la promozione di specifiche iniziative volte all’organizzazione di corsi di formazione obbligatori per gli esercenti le attività di tatuaggio e piercing. Prevedendo una specifica formazione obbligatoria garantiamo la salute degli utenti. Grazie al provvedimento che abbiamo approvato in Giunta il Piemonte vincola finalmente l’esercizio dell’attività di tatuatori, operatori di piercing e trucco permanente a percorsi formativi obbligatori, erogati dagli enti formativi accreditati dalla Regione.”

I corsi saranno tenuti da personale medico e da figure con esperienza in materie tecniche e giuridiche e dovranno trasmettere ai tatuatori abilitati le competenze necessarie a prevenire i rischi sanitari e le infezioni legate a queste attività con lezioni sull’anatomia umana, il primo soccorso, il corretto utilizzo di prodotti, la disinfezione e sterilizzazione degli strumenti e dei locali di lavoro.

La Delibera prevede infatti un percorso formativo obbligatorio sia per quanti già eseguono prestazioni di tatuaggio, piercing e trucco permanente – in via esclusiva o complementari ad altre attività- sia per coloro che intendono avviare tali attività, che è finalizzato ad acquisire le adeguate conoscenze sotto i profili igienico-sanitari e di prevenzione.

Il percorso formativo prevede un totale di 94 ore, cui seguirà un esame finale abilitante, suddivise in 4 moduli. Anche se coloro che svolgono l’attività da almeno due anni hanno l’obbligo di frequenza del solo 4° modulo. La frequenza complessiva è invece obbligatoria per coloro che devono avviare l’attività: il possesso dell’attestato di frequenza con profitto al corso è, infatti, condizione necessaria per l’apertura di nuove attività.

Il corso prevede come docenti medici, chimici, infermieri, tecnici della prevenzione, esperti in materie giuridiche e operatori Arpa. Tra gli argomenti di studio: anatomia e fisiologia della pelle, prevenzione delle malattie infettive (Hiv, epatite virale), sterilizzazione, disinfezione, rischi per la salute quali reazioni avverse, allergie, requisiti igienico-sanitari dei locali e delle attrezzature, normative europee, nazionali e regionali, aspetti medico-legali, smaltimento dei rifiuti, ecc.

Esonerati dal percorso formativo saranno solo coloro che effettuano esclusivamente la foratura del lobo dell’orecchio, anche come prestazione complementare alle attività di farmacia, parafarmacia e di vendita di monili o di oggetti preziosi) purché l’attività propeutica al piercing non avvenga su parti anatomiche la cui funzionalità potrebbe essere compromessa quali lingua, genitali, capezzoli.