La Scuola dell’Infanzia di Bardonecchia diventa 2.0

Le scuole a BardonecchiaLe scuole a Bardonecchia

BARDONECCHIA – Non è una novità che oggi come oggi i ragazzi siano bombardati da una quantità di informazioni digitali. È in tale mondo che i ragazzi di oggi si muovono giornalmente, e gli stimoli sono costanti e diversi da quelli di una volta. La Scuola dell’Infanzia Monsignor Bellando di Bardonecchia da settembre 2015 ha intrapreso la strada della formazione ed informazione digitale anche per i più piccoli. Cristiano Paisio, allora Presidente della scuola, istituì un laboratorio per il corretto utilizzo degli strumenti informatici ed un laboratorio per la guida alla visione e comprensione dei cartoni animati affiancando degli incontri tematici con una psicologa.

Scuola dell’Infanzia di Bardonecchia

È stata creata una pagina web con tutte le informazioni e le novità per aggiornare in tempo reale le famiglie. È stata intrapresa una collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e con le scuole del territorio per lo svolgimento di tirocini formativi e la Scuola dell’Infanzia di Bardonecchia è diventata il fiore all’occhiello dell’Alta Valle e della F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne Cattoliche) per la formazione continua del personale docente oltre all’insegnamento del francese e dell’inglese, materie ormai fondamentali ed inderogabili.

Lavagna LIM

Una scuola profondamente rinnovata dove la nuova presidente Carlotta Cravero (subentrata a Paisio eletto nel frattempo Consigliere Comunale) ha creduto nella informatizzazione ed ha proseguito nel cammino intrapreso: nel mese di febbraio è stata installata la L.I.M. (lavagna interattiva multimediale). È la prima scuola dell’infanzia F.I.S.M. nell’Alta Valla ad adottare questo sistema. Ma non è ancora finito: l’ultima novità è la creazione di una pagina Facebook, uno spazio dove poter interagire con le famiglie. Fotografie, video, attività per condividere quasi contemporaneamente il lavoro delle maestre e dei bambini. Questo nuovo modo di insegnamento, affiancato a quelli tradizionali ed insostituibili della manipolazione, del gioco, del suono, sarebbe mirato a spingere i ragazzi a pensare criticamente, ad essere più creativi ed avere sotto controllo il loro apprendimento ed anche a lavorare insieme, perché è dimostrato che l’intelligenza non è individuale ma un fenomeno collettivo. Non dobbiamo demonizzare la tecnologia e l’innovazione che da essa ne deriva, ma dobbiamo darle la giusta importanza e realizzare che fa parte di una nuova e positiva realtà in costante sviluppo.