La scuola in ospedale, ne parla la Direttrice Didattica di Sant’Antonino Catenazzo: "La continuità educativa per i giovani malati"

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S.ANTONINO – La professoressa Tiziana Catenazzo, dirigente scolastico di Sant’Antonino e della Scuola Polo per la Scuola in Ospedale, ha organizzato giovedì, 27 ottobre, presso l’Istituto Comprensivo Peyron di Torino, il primo Master Nazionale “La scuola in ospedale: la realtà professionale e le strategie didattiche di cura”. Bambini e adolescenti ricoverati in ospedale, anche per lunghi periodi, sono soggetti al fallimento scolastico in misura maggiore dei loro coetanei. In Italia, gli strumenti legislativi che garantiscono la continuità educativa per i giovani malati sono presenti, ma la loro applicazione trova quotidianamente ostacoli e pesanti difficoltà organizzative. D’altro lato, il costante aumento di bambini affetti da patologie croniche pone gli insegnanti di fronte a questioni nuove, spesso sottovalutate: un alunno affetto da malattia cronica deve poter affrontare e gestire problemi legati non solo alla patologia, ma agli effetti collaterali delle terapie, alle assenze prolungate da scuola, alle difficoltà di muoversi e partecipare alle lezioni e ad altre attività insieme alla sua classe. Con conseguenze gravi sulla sua autostima e sul rendimento scolastico. Per formare meglio i docenti ospedalieri, che già insegnano ai ragazzi ricoverati in ospedale, e in generale i docenti e gli educatori che intendano acquisire competenze e metodologie specifiche e favorire il processo di apprendimento degli alunni ospedalizzati, nasce a Torino il primo Master nazionale su “La scuola in ospedale: la realtà professionale e le strategie didattiche di cura”. Il Master approfondirà dimensioni spesso trascurate nel nostro sistema educativo, per evidenziarne i nodi più critici e avviare percorsi e progetti di ricerca in grado di favorire l’inclusione e il benessere dei bambini e ragazzi malati. Anche il legame con l’Università è importante per la Scuola in ospedale (SIO): non solo aiuta la Scuola in Ospedale a una migliore aderenza e visibilità sul territorio, ma la sostiene con risorse e competenze significative e ipotesi di ricerca che miglioreranno la qualità degli interventi educativi e sociali in un’area prioritaria, come quella dei bisogni dei bambini malati.