La scuola quando c’era lui Il libro di Giulia Bonaudo

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Il libro è “La scuola il libro e il moschetto”, l’autrice del volume edito da Susalibri è la giovane professoressa condovese Giulia Bonaudo. “Sono da sempre appassionata al ventennio perché in casa mia si respirava l’aria del periodo partigiano. In questo modo ho la sensazione di vicinanza con chi mi raccontava di quegli anni” esordisce la Bonaudo. Certo nelle pagine del libro l’avventura scolastica degli studenti durante il regime è sviscerato con profondità e rigore storico. “Ho preso in esame il corposo archivio delle scuole condovesi per poi allargarlo alla scuola italiana in generale” dice l’autrice “ho letto con curiosità sia i registri che i numerossissimi quaderni depositati”. Da tutto questo materiale esce il racconto della vita non solo scolastica dei bambini con le bretelle bianche dei figli della Lupa, poi in calzoncini da Babilla e Avanguardisti. La scuola che prevedeva alcuni anni di asilo, poi le elementari per tutti, secondo la riforma varata dal ministro Gentile, per poi essere seguita dall’avviamento che concludeva quasi per tutti gli anni di studio. “Pochi andavano avanti nel percorso scolastico” dice la Bonaudo “non c’erano i mezzi economici e la volontà delle famiglie”. Nelle pagine del libro, che segue un anno scolastico completo, ecco le feste di regime come l’anniversario della Marcia su Roma ad ottobre, il IV Novembre festa della Vittoria e poi le feste religiose. “C’erano feste svolte in scuola, come gli appuntamenti radiofonici ad ascoltare la voce del Duce, e quelli in piazza davanti al Parco della Rimembranza” osserva l’autrice “tutto un mondo giovanile che ruotava intorno alla scuola anche in quelle rurali di montagna che ogni comunità doveva finanziare”. Un libro ricco d’informazioni in una forma letteraria scorrevole e gradevole con una grafica ricca di foto anche inedite.