La sicurezza al Cantiere di Chiomonte è stimata in 400 milioni di Euro di costi aggiuntivi finali per la Torino-Lyon Una cifra impressionante che ovviamente non trova analogia in Maurienne: oltre 40 milioni all'anno sino alla fine del i lavori della Torino-Lyon se non cambierà il "clima"

Un assalto al posto di controllo della Centrale di ChiomonteUn assalto al posto di controllo della Centrale di Chiomonte

TORINO – Basta entrare al Cantiere TELT di St. Martin de la Porte, dove la sicurezza è garantita da 3 agenti di una locale società di security (pure disarmati) e dove l’accesso è open a cancello aperto per rendersi conto come la differenza di clima fra Valle di Susa e Francia intorno alla Torino-Lyon sia ben diversa.

Un apparato di sicurezza – il cantiere di Chiomonte è sito strategico di interesse nazionale – posto in essere per tutelare la difesa del personale operante e del cantiere stesso dagli assalti di ogni natura e da forme di sabotaggio, che non è gratis per le  tasche dei contribuenti.

A certificarlo è la stessa Società esterna incaricata ancora da LTF per certificare i costi reali e presumibili del tunnel di base binazionale. Dati che oggi ha reso noti la stessa TELT: “La sezione transfrontaliera della Torino-Lione – spiegano dalla Direzione di TELT  – è infatti l’unica opera ad avere una certificazione dei costi, redatta da un soggetto terzo, che tiene conto anche di tutti i possibili sovracosti, compresi quelli causati dai Notav. In particolare gli extra-costi stimati per la sicurezza dei cantieri francesi e italiani sono di circa 400 milioni di euro sulla spesa totale di 8,3 miliardi di euro approvata da Unione Europea, Francia e Italia.”

Il rapporto di certificazione – che è pubblico – è stato redatto dal raggruppamento Tractebel Engineering–Tuc Rail, soggetto internazionale selezionato secondo una regolare procedura, che non aveva alcun conflitto di interessi con LTF, all’epoca società responsabile degli studi e che ha assegnato l’incarico. Nella stima complessiva dei costi il raggruppamento, che è costituito da due aziende belghe, ha indicato una forchetta di spesa, fra un minimo e un massimo. Cifre che nel corso del recente vertice italo.francese di Venezia, i due Governi hanno concordato  di assumere, optando come cifra di riferimento precauzionale per la più alta e cioè quella, già nota e  comunicata, di 8,3 miliardi di euro.

“I sovracosti per la sicurezza, già resi pubblici per la parte italiana dalla delibera del CIPE di agosto 2015, sono stati calcolati sull’esperienza della discenderia della Maddalena a Chiomonte. Misure di sicurezza straordinarie, rispetto a tutti i normali cantieri, purtroppo ritenute necessarie per tutelare mezzi e maestranze dai continui attacchi di chi si oppone in modo violento all’opera: l’apparato oltre al personale di pubblica sicurezza ed all’Esercito, obbliga a prevedere e mantenere recinzioni più solide, ostacoli contro i veicoli, e soprattutto dispositivi di videosorveglianza e di prevenzione delle intrusioni operativi sulle 24 ore. – concludono dai vertici di TELT – Gli stessi che mettono in evidenza gli extra-costi per la sicurezza, sbandierandoli come “rapporti top secret”, sono i medesimi soggetti che causano un danno economico concreto alla collettività. Per dirla come usa nella lingua della propaganda Notav: quante scuole si metterebbero in sicurezza con 400 milioni di euro?”.