La solidarietà chiede consigli Un gruppo di aiuto reciproco "Solidarietà a Rivalta"

la solidarietà chiede aiuto

RIVALTA – Una nonnina con la pensione minima e tanti gatti, una ragazza madre bisognosa di aiuto e due famiglie in crisi economica. Nelle festività natalizie, attraverso appelli nei gruppi Face Book, Serena Pilotto ha cercato atti di generosità tra i rivaltesi e non, per donare un contributo alimentare a queste persone in difficoltà. Così, dal consiglio di un amico, è nata l’idea di creare un gruppo di aiuto reciproco: Solidarietà a Rivalta “In realtà la mia “vocazione” a cercare di aiutare chi è in difficoltà nasce da una conoscenza diretta del bisogno, quando la mia famiglia e io mangiavamo sempre pasta tutti i giorni; la carne era un lusso dimenticato. Mio marito e io non avevamo denaro a sufficienza per acquistare i libri di scuola dei nostri due figli. – racconta con pacatezza Pilotto – Fu in quel frangente che un gruppo attivo sul territorio di Rivalta ci aiutò con tatto e delicatezza, “riscattando” i libri, donandoci un furgone di generi alimentari a lunga conservazione e regalandoci una piccola somma che per noi fu importantissima”. Serena Pilotto non ha dimenticato quel gesto e, adesso che i tempi bui sembrano almeno in parte superati, ha deciso di essere a sua volta di aiuto. Ha Affidato all’amica Lorena Geninetti la gestione del gruppo FB “Cerco, scambio, regalo-Rivalta di To e dintorni” e, per motivi di salute e impegni di lavoro, la rivaltese ha pensato a un gruppo di aiuto solidale, ma non solo. “In “Cerco, scambio, regalo-Rivalta di To e dintorni”, chi arrivava nel mio garage, stipato fino all’inverosimile, guardava, misurava e sceglieva abiti, scarpe,accessori e arredi e lasciava in cambio generi alimentari che dirottavamo poi verso persone in difficoltà – spiega Serena Pilotto – Ma l’impegno è diventato troppo gravoso fisicamente e mentalmente. Con questo nuovo gruppo pensavo a un sostegno reciproco a più ampio raggio ma circoscritto al territorio rivaltese, anche di assistenza e di aiuto nella vita di tutti i giorni. Credo che negli anni si sia persa la solidarietà di paese, quando ci si aiutava a vicenda al bisogno, con pasti caldi, braccia robuste oppure con la semplice compagnia”. Ora si è soli in mezzo a tanti.A tre mesi dalla nascita del gruppo i risultati non sono quelli sperati ed è convinta che sia possibile fare di più. E’ in cerca consigli e proposte: “ Vorrei riuscire a coinvolgere più persone, ho in testa e nel cuore molte idee per aiutare ma purtroppo da soli e senza solidarietà, restano solo sogni in un cassetto. Speriamo prima o poi di riuscire a realizzarli, cominciando dai più semplici”.