La stagione della Vialattea, intervista al presidente Brasso "Se i giorni delle vacanze di carnevale fossero programmati avrebbero una grande valenza economica"

(foto Ezio Romano)(foto Ezio Romano)

SESTRIERE – E’ stata una stagione sciistica davvero difficile, nonostante tutto fosse pronto al meglio, la neve ed il freddo si sono fatti attendere e non poco. Sul Colle si è corsi ai ripari con l’uso dei cannoni spara neve e varie iniziative sportive e culturali. Poi finalmente l’inverno ha fatto la sua parte ma le vacanze natalizie erano purtroppo già in archivio. Prima a mezzo servizio poi man mano, anche grazie al freddo, si è arrivati alla normalità a febbraio e via fino a fine marzo, data con la quale praticamente si è chiusa la stagione, forse la più misera di neve degli ultimi decenni. L’ingegner Giovanni Brasso, presidente della “Sestrieres Spa”, traccia un resoconto dell’attività con qualche alto e molti bassi.

Si è chiusa una stagione con poca neve, mi faccia un bilancio.

La stazione e l’intera Vialattea hanno lavorato a regime appena 45 giorni, da metà febbraio alla fine di marzo. Fortunatamente le condizioni d’innevamento e il meteo durante le vacanze di Pasqua sono stati ottimali e ci hanno dato un po’ di ossigeno. Rimane comunque un bilancio pesantemente negativo.

Un passivo dunque, qual è il tempo in preventivo per pareggiare i conti?

Saranno necessarie almeno due o tre stagioni normali per riportare l’asticella in positivo. Qui non si parla solo degli impianti ma anche della ristorazione, degli alberghi e di tutto l’indotto che ruota intorno allo sci che vale l’economia dell’alta valle.

Si è parlato molto delle vacanze di carnevale da prolungare in modo strutturale nel calendario scolastico, potrebbero aiutare?

Avere una settimana programmabile di vacanze in montagna tra gennaio e febbraio per il sistema montagna non sarebbe un “di più” ma sarebbe un modo per compensare l’ormai acclarato slittamento in avanti dell’arrivo della stagione invernale. In altri stati europei ciò avviene regolarmente, così come in Italia dove le ferie estive lunghe permettono un buon fatturato alle stazioni balneari. Perché non agire anche sulla montagna?

Una settimana di vacanze di carnevale che ripercussioni avrebbe sulla vostra attività?

Se i giorni fossero programmati in calendario e non improvvisati avrebbero una grande valenza economica, non solo per noi ma sull’occupazione e sul sistema fiscale del Paese. Sfruttare questa possibilità non avrebbe un solo centesimo di costo per lo Stato ma creerebbe sicuramente importanti opportunità. Se così non fosse posso già anticipare che si dovrà pensare ad una riduzione della durata della stagione invernale.

Cosa ricorderemo di questa stagione?

Certamente i C.a.STA che sono stati una manifestazione unica in questo territorio alpino, il Campionato Mondiale dei giornalisti e la splendida chiusura con l’Uovo d’Oro Audi. E guardando avanti penso già alla Coppa del Mondo che tornerà a Sestriere il prossimo dicembre e per la quale stiamo già lavorando.