La storia militare di Condove presentata dall’Associazione Combattenti e Reduci Consegnata la tessera alla vedova del combattente Mario Rapelli

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CONDOVE – Un sabato di ricordo, cultura e storia. L’Associazione Combattenti e Reduci Sezione Condove-Borgone organizza unitamente all’Associazione Fidas Condove-Caprie ha organizzzato la presentazione libro “Apriti dura terra. Il diario del marconista“, la vita militare di Mario Rapelli, sopravvissuto alla ritirata di Russia 1942-‘43, scritta da Giorgio Jannon sabato 22 ottobre. Spiega il presidente Emiliano Leccese: “La pubblicazione del Diario vede la luce dopo alcuni anni di incubazione e si va ad incastonare in un panorama librario, quello valsusino, che necessitava di questo ulteriore tassello. Il Diario, narrante l’esperienza del telegrafista Mario Rapelli sul Fronte russo, unitamente ad altre storie di soldati che hanno combattuto in quelle terre (su tutti sono stato particolarmente lieto di leggere le pagine di Walter Tessa, storico presidente dell’A.N.C.R. Condove-Borgone) ci consente di ripercorrere quel periodo attraverso le emozioni scritte nel momento in cui accadevano, il tutto correlato da un’inedita galleria fotografica. E’ la Storia che si lega alle tante storie di uomini comuni che possono essere considerati i nostri nonni spirituali, dai quali attingere esempi di vita; spezzoni d’esistenza quotidiana a cui noi, per fortuna, non siamo stati abituati. Il Diario si sviluppa tra momenti di vita ordinaria di un soldato che, per ruolo, non era in prima linea, a momenti di tragica tensione, di sofferenza e di morte: panorami tipici della guerra che porta sempre con sé situazioni nefaste. E’ sorprendente come Mario sia riuscito a sottolineare con tanto acume le differenze culturali che ci separavano (e probabilmente ci separano ancora) dai russi; differenze di abbigliamento, di usanze e di alimentazione. Mario racconta delle tante persone che, durante il periodo al Fronte, ha incontrato: i commilitoni; gli “alleati” tedeschi che maltrattavano i “nemici” russi; questi ultimi lo ospitavano in casa, anche per periodi lunghi, tali da consentire la nascita di forti sentimenti tra loro. Questa lettura, a settant’anni dagli eventi narrati, ma che scorre via pagina dopo pagina tutta d’un fiato, mi ha portato ad immaginare come la storia di ciascuno dei personaggi tracciati e che sono sopravvissuti si sarà sviluppata: da una quotidianità di guerra si è passati ad una di ricostruzione e di pace, con tutte le difficoltà che si sono susseguite dei decenni fino ad oggi e di cui conosciamo gli esiti. La vita è proseguita laggiù come qui, con i giovani soldati che sono rientrati nelle loro case, si sono costruiti una famiglia che, a sua volta, si è sviluppata costruendone altre. Per questo le storie di vita vissuta possono essere, per i giovani, un esempio ancor più vibrante della Storia scritta sui libri, che pure non va dimenticata, ma che non sempre trasmette con la stessa passione i sentimenti dei tanti che vi han preso parte“. Il pomeriggio è stata anche l’occasione per consegnare la tessera ad Honorem dell’Associazione alla vedova di Mario Rapelli e un quadro ricordo alla figlia di Valter Tessa impossibilitato a partecipare per un lieve malore.