La  Val Sangone guarda alla Cina: un accordo di collaborazione economica e culturale A Palazzo Cisterna si firma un accordo per portare le imprese locali nel parco delle eccellenze italiane di Hangzhou.

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TORINO – I Comuni della Val Sangone guardano alla Cina e alle possibilità di collaborazione economica e culturale con il colosso asiatico. Il 18 settembre del 2015, su invito del Comune di Reano, una delegazione del Distretto cinese Xiacheng di Hangzhou, capeggiata dalla Signora Zhou Shu, aveva visitato il Museo Civico Madonna della Pietà. In quella occasione era stato firmato un primo accordo di amicizia e collaborazione, per favorire gli scambi economici, artistici e culturali. Il Distretto Xiacheng e il Comune di Reano sono interessati a sviluppare ulteriormente la collaborazione e lo scambio di esperienze, coinvolgendo gli altri centri dell’Unione dei Comuni Valsangone e della Città Metropolitana di Torino. A questo scopo un nuovo accordo verrà siglato giovedì 24 novembre nella Sala Reale di Palazzo Cisterna, sede della Città Metropolitana in via Maria Vittoria 12, alla presenza della Vice presidente del Consiglio Regionale, del Presidente di Confimprese Nord Ovest e dei vertici dell’Unione dei Comuni Valsangone. L’accordo porrà ulteriori premesse per una collaborazione economica con il Parco delle eccellenze italiane di Hangzhou – città sede del vertice G20 nello scorso mese di settembre – che annovera oltre duecento produttori italiani, operanti in settori che vanno dall’alimentare all’abbigliamento, dalle calzature agli accessori e alla cosmesi. Il Parco è un progetto del Governo cinese, reso possibile dalla collaborazione tra Confimprese NordOvest e l’Agenzia di sviluppo cinese. Il Parco e i mall delle eccellenze italiane stanno ottenendo un notevole successo tra i consumatori cinesi, che apprezzano sia la qualità e l’eleganza dei prodotti italiani. Gli accordi italo-cinesi tutelano diritti e brevetti e snelliscono le procedure doganali. Grazie all’accordo che sarà siglato giovedì 24 a Palazzo Cisterna, i produttori piemontesi avranno a disposizione nuovi spazi nel Parco, che si candida ad essere uno degli snodi centrali del progetto della Nuova via della seta.