La vie en…rosé: a Chiomonte arriva Valentin, ultimo nato di Casa Ronsil La viticoltura valsusina si arricchisce di un nuovo raro gioiello: 1123 bottiglie per un capolavoro di profumi color pesca

Nadine Ronsil webmanager di Casa Ronsil (Foto Marco Cicchelli)Nadine Ronsil webmanager di Casa Ronsil (Foto Marco Cicchelli)

CHIOMONTE – In un’atmosfera allegra e un po’ glamour, molto francese, come è giusto che sia per la famiglia Ronsil, con il sottofondo de “La vie en rose”, è stato festeggiato lunedì pomeriggio, all’ora dell’aperitivo,  Valentin, un vino rosé, ultimo nato di Casa Ronsil: 80% Avanà, 10% Barbera, 10% Moscato. Un mix dai profumi floreali dolcissimi, ma micidiale coi i suoi con 13,5 gradi, che mette simpatia solo a guardarne il colore tra il pesca e il salmone. Una nuance davvero particolare che oltre alla mano di Pierino Ronsil e di suo  genero Franck Thollet ha lo zampino di Nadine Ronsil che si divide fra i vignerons di famiglia e  le stoffe per l’alta moda.

Una produzione purtroppo limitata, per un vino che ai colleghi rosé provenzali va via con una marcia in più. “Un prodotto davvero eccellente e non banale, a partire dal suo colore –  così si è espresso al primo assaggio il Professor Vincenzo Gerbi, Ordinario presso la Facoltà di Agraria di Torino, fra l’altro presso Corso di laurea specialistica interateneo in Scienze Viticole ed Enologiche, maestro ed assaggiatore di vino – e dovuta al mix di profumi floreali che si si amalgama al palato all’acidità sapida data dalla forte presenza di uve Avanà, vitigno autoctono, che in questa combinazione si offre in una versione davvero sorprendente. Che andrebeb spiegata al pubblico per capire dove nasce questo nuovo vino eroico.”

Complimenti che al  circolare dei primi calici sono giunti davvero da tutti. Ma questo vino che stuzzica innamorati e no, e non solo per il nome, un vino da compagnia estiva, ha radici antiche anche nel nome. Non solo nella vigna “La Bueissuno” da cui proviene, ma anche nella particolare etichetta.

A raccontarne al storia proprio Nadine Ronsil: “I primogeniti della nostra famiglia si sono sempre chiamati Valentin o Valentìn, per dirla alla piemontese. E questa la storia anche di Jean Valentin Morel, figlio di Angelique Thèrese Ronsil, Nato nel 1794, che partito da Chiomonte intraprese la carriera di intagliatore di pietre preziose, orafo e gioielliere. Il suo primo studio fu a Parigi e, dall’insegnamento determinante del padre in età giovanile, iniziò la sua carriera come intagliatore di pietre per poi sviluppare il lavoro sulle pietre preziose. Morel si affermò  come uno dei principale orafi parigini e contribuirà al rinnovamento dell’oreficeria. Nella sua carriera ottenne anche il titolo di gioielliere orefice della regina Vittoria. E Suo nipote e allievo, il Chaumet fu il primo orefice a insediarsi in Place Vendôme a Parigi, dove ancora oggi la casa è presente. Le sue opere sono in collezioni e musei sparsi in tutto il mondo. Sulla etichetta del Valentin  c’è la “Coppa” in Bloodstone, e oro è decorata con preziosi rubini, smeraldi e zaffiri, realizzata tra il 1854 e 1855 oggi in esposizione all’Indianapolis Museum of Art. Abbiamo contattato la Direzione del Museo che ci ha dato il permesso di utilizzare questa immagine. Et voila”.

Sicuramente alcune bottiglie di Valentin partiranno per Indianapolis, ma la vendemmia 2015 è fatta di 1123 bottiglie, che consentiranno ai più veloci di poterne almeno assaggiare una bottiglia.  Ma bisogna affrettarsi. Il consiglio dell’enologo e gastronomo Alessandro Felis è  di berlo come più piace, ma assolutamente non da soli: “Consigliamo di provarlo con una classica merenda sinoira come aperitivo e con piatti e zuppe di pesce.”

A far festa a Valentin, fra gli altri, oltre agli amici chiomontini e al direttivo di Imprend’Oc, Patrizia Ferrarini Presidente della Strada Reale dei Vini Torinesi : “Un altro eroe piacevolissimo – ormai Casa Ronsil non sbaglia un colpo – che si aggiunge alla nostra viticoltura alpina, che ogni volta compie un passo in avanti per qualità assoluta. Spero che nei prossimi anni crescano anche i volumi di prodotto per tutti i nostri vini migliori, perché sono un elemento fondamentale per attirare segmenti turistici attenti alle produzioni locali, ma soprattutto sono i miglior testimonial che la nostra montagna può lasciare nelle valigie di chi soggiorna in Valle:”   e Marco Bussone , Vicepresidente di Uncem Piemonte che ha subito taggato il rosé chiomontino con l’hashtag #‎montagnachevince‬: “Un’eccellenza da provare subito, estivo e affascinante. Come sempre sorprendenti queste vigne davvero straordinarie.”