La ZeroUno, prototipo Audi della Italdesign, sulle strade della Valsusa La vettura da sogno disegnata dallo studio creato da Giugiaro in un road tour insieme ai biker del team Audi sui tornanti del Moncenisio

LA Zero-Uno prototipo Audi di  Italdesign a SusaLA Zero-Uno prototipo Audi di Italdesign a Susa

SUSA – La Valsusa con i suoi valichi, i suoi tornanti è stata la culla dell’automobilismo: non per nulla la Susa-Moncenisio è stat la prima corsa svolta in Italia, ed era il 1902. Motori, moto e auto e bici sono anche il binomio di turismo che fa i numeri che contano della stagione estiva. E sempre di più il fondale della Valle e i suoi tornanti dai 3.000 metri del Sommeiller in giù sono scelte dalle  aziende come fondale per le loro presentazioni e test drive.

Stavolta  è toccata ad Italdesign ed Audi con un tour del bolide “ZEROUNO” appena presentato al Salone dell’auto di  Ginevra. La vettura ha scorazzato due giorni su è giù per la valle, scollinando al Moncenisio, dove ha incontrato un gruppo di tecnici e dirigenti Audi appassionati di bici e cicloturismo che ogni anno svolgono un bike-tour per le strade d’Europa: l’Audi Bike Experience. Tappa finale dell’edizione 2017 era la  Lanslebourg – Moncalieri, con arrivo al  quartier generale di Italdesign. Il gruppo di ciclisti e la “ammiraglia” speciale ha così raggiunto insieme Moncalieri, lasciando a bocca aperta chi li ha visti passare.

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La ZEROUNO in sintesi

Disegnata, ingegnerizzata e prodotta da Italdesign :  Solo 5 esemplari  prodotti entro la fine del 2017

  • Prestazioni da vettura da competizione ma omologata per circolazione su strada
  • Telaio modulare in fibra di carbonio e alluminio
  • Carrozzeria ultraleggera completamente in fibra di carbonio
  • Design funzionale per aumentare le prestazioni
  • Motore AUDI V10 5.2 aspirato
  • 0-100 km/h in 3,2 secondi
  • Velocità massima di 330 km/h
  • Disponibili pacchetti speciali per personalizzazioni estetiche e prestazionali

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 Progettata per essere leggera e ispirata alle vettura da competizione

 Leggerezza” è il concetto dal quale designer ed ingegneri sono partiti per il progetto ZEROUNO. Sin dal primo bozzetto il Centro Stile e il Dipartimento di Ingegneria hanno messo in pratica ciò che viene definito simoultaneous engineering, il metodo di lavoro sviluppato e affinato da Italdesign sin dalla fine degli Anni Sessanta e via via perfezionato nei quasi cinquant’anni di storia dell’azienda.

Stilisti e progettisti lavorano dunque contemporaneamente, portando avanti simultaneamente le soluzioni stilistiche e le verifiche funzionali e di fattibilità fino a giungere al compromesso ideale che soddisfi estetica e prestazioni.

Il design funzionale ha da sempre contraddistinto i progetti nati e sviluppati a Moncalieri: in Italdesign non esiste proposta stilistica che non sia anche, al tempo stesso, una soluzione pratica. L’impostazione del frontale è ispirata alle auto più prestazionali in assoluto: le vetture monoposto da competizione a ruote scoperte. L’elemento caratterizzante del muso è il poligono a sei lati già introdotto sulla concept-car GTZero del 2016 e che verrà riproposto anche in esercizi futuri. Attraverso di esso e attraverso le due prese d’aria laterali viene garantito il flusso dell’aria in entrata.

I possibili effetti di portanza dell’anteriore, evidenziati dai test aerodinamici simulati nel Centro di Realtà Virtuale, causati dall’ingresso dell’aria attraverso la feritoia centrale, sono stati risolti adottando una innovativa  soluzione aerodinamica.

“Lo sviluppo della ZEROUNO è basato sull’esperienza che abbiamo maturato nel progettare centinaia di automobili durante i nostri quarantanove anni di storia – afferma Antonio Casu, Chief Technical Officer – Per raggiungere l’obiettivo nei tempi prestabiliti abbiamo applicato le ultime soluzioni CAx e di Simulazione virtuale. Il design è stato integrato sin dall’inizio con i processi di ingegnerizzazione e la produzione. Ciò ci ha permesso di produrre un’auto all’avanguardia in termini di prestazioni e sicurezza».

Limitare il più possibile il peso finale della vettura per assicurare prestazioni eccezionali che sapessero esaltare al massimo il telaio in fibra di carbonio ed alluminio e il potente motore Audi V10 5.2 aspirato, è stato dunque da subito l’obiettivo di questo progetto.

Per questa ragione l’intera carrozzeria è in fibra di carbonio, materiale utilizzato generosamente anche all’interno dell’abitacolo; lo stato dell’arte della tecnologia nella composizione degli strati della fibra, unita alla sapiente manualità degli operatori in fase di finizione, ha portato ad avere un peso contenuto per una vettura lunga 4847 mm, larga 1970 mm e alta 1204 millimetri.

“Abbiamo utilizzato le nostre abilità migliori nella produzione della prima vettura – ha detto Massimo Bovi, Head of Pre-Serie Center and Production –utilizzando alcuni dei migliori metodi di produzione e coinvolgendo professionisti altamente qualificati. Allo stesso tempo ci siamo affidati in larga misura alle tecnologie più innovative nel campo elettrico e dell’elettronica. Questa prima vettura dimostra quindi la capacità maturata nei nostri anni di attività”.

La ZEROUNO è un invito a tutti i nostri clienti a visitare la nostra azienda, per conoscere le nostre capacità e trarne dei benefici – dice  Massimo Martinotti, Head of Business Development – Il nostro progetto testimonia ciò che siamo in grado di offrire ai produttori di tutto il mondo oltre ai servizi che abbiamo sempre offerto: la possibilità di progettare e costruire modelli in serie ultra-limitata anche per loro”.

La bella è la bestia

Il simoultaneous engineering è idealmente rappresentato dal design degli esterni. Le due anime convivono armonicamente ed esemplificano il carattere della vettura: prestazioni da vettura da competizione, ma omologata per girare sulle strade normali.

«Gli esterni sono caratterizzati dalle due facce della stessa medaglia» ha dichiarato Filippo Perini, Head of Innovation Design. «Al di sopra della linea di cintura le linee sono decisamente più morbide e continue, in continuità con la tradizione italiana delle GranTurismo. La parte inferiore è guidata dall’aerodinamica. Per garantire le prestazioni che avevamo in mente abbiamo osato, spingendoci al limite, sia da un punto di vista stilistico sia da un punto di vista esclusivamente tecnico. Il risultato è un design dal carattere potente, quasi estremo ma mai fine a se stesso».

Potendo contare sul Centro avanzato di Realtà Virtuale e le tecniche di simulazione del Dipartimento di Ingegneria di Italdesign, designer e progettisti sono stati in grado di individuare le soluzioni tecniche ed estetiche più aerodinamiche e di testarle immediatamente, ancora prima di cominciare la costruzione della vettura.

“Abbiamo concepito la ZEROUNO per dare prova delle elevate capacità dei nostri mille dipendenti e per sviluppare ulteriormente la nostra attività in futuro, partendo dall’esperienza maturata in quarantanove anni e applicando i migliori e i più snelli processi e modelli di collaborazione. Oltre ad offrire questi programmi per serie ultra-limitate a tutti i potenziali clienti, continueremo a scrivere la nostra storia mettendo su strada ogni 18-24 mesi progetti ambiziosi ed innovativi prodotti in serie ultra-limitata. In questo modo puntiamo a portare l’innovazione ad un livello più alto per far sì che possa essere vissuta quotidianamente, oltre a dimostrare lo stato dell’arte della tecnologia che offriamo ai nostri clienti” comclude l’Amministratore Delegato Jörg Astalosch.

Il prezzo? Meglio non chiederlo se non si è uno sceicco o un pilota di F1… 1,5 milioni di euro tondo tondi, TAG e TAEG escluse ovviamente. Una spesa che in Italia possono permettersi in ben pochi.  Ma seppur ora appartenente alla galassia Audi-Volkswagen il centro studi di Moncalieri creato da Giugiaro resta una eccellenza tutta italiana, anzi piemontese di cui andare orgogliosi e porta il nome del design e dell’automotive sabauda nel mondo.

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