L’Arpa lancia l’allerta valanghe: zero termico in aumento su tutto l’arco alpino piemontese La funesta slavina di Tignes di oggi un segnale della pericolosità dovuta alle temperature che sono in rialzo anche in Valsusa

Gli uomini del Soccorso Alpino impegnati in una esercitazione su valanga (Foto CNSAS)Gli uomini del Soccorso Alpino impegnati in una esercitazione su valanga (Foto CNSAS)

TORINO – L’Arpa Piemonte lancia nel suo bollettino di oggi un richiamo al rischio valanghe in aumento su tutto l’arco alpino  piemontese. Dalle Alpi Lepontine, a nord, alle Liguri, a sud, il pericolo è “marcato” – grado 3 sulla scala europea che arriva fino a 5- e in tutti settori “sono possibili valanghe provocate dal passaggio di un singolo sciatore su molti pendii, in corrispondenza di radure, dossi e cambi di pendenza. I lastroni – prosegue la nota del servizio nivologico dell’Ente Regionale  – sono localmente nascosti dalla neve recente e dalle nuove deboli nevicate odierne”.
In particolare domani è previsto un aumento dello quota zero termico che farà aumentare ulteriormente l’instabilità del manto nevoso anche, al momento, l’indice di rischio di valanghe resta “marcato”.  In tutti i settori il distacco provocato è ancora legato al passaggio del singolo sciatore – o ciaspoalatore – su molti pendii ripidi in corrispondenza di radure, dossi e cambi di pendenza. I lastroni sono localmente nascosti dalla neve recente rendendo difficile la valutazione del singolo pendio. Sono ancora possibili distacchi provocati a distanza. I rumori di “whum” e la formazione di crepe nel manto nevoso sono segnali di instabilità che rimandano a questo pericolo. Le condizioni richiedono una capacità di valutazione locale molto buona.

Oltreconfine, nella Savoia francese dove si è registrata la valanga di Tignes che ha travolto 9 sciatori, con 4 morti sinora accertati, il rischio di valanghe riportato dal bollettino di Meteo France oscilla tra il “moderato” (grado 2) e il “marcato” (3). La slavina di Tignes è caduta verso le 11,00 a 2.100 metri di altitudine, in un settore fuori pista.

Le nevicate recenti, combiante a piovosità leggera, con cambi repentini di temperatura ha reso infatti gli strati superficiali di nuova neve molto instabili, a caus adall’alternarsi delle successive nevicate con diverso contenuto di umidità e dall’azione del vento. Le  frequenti discontinuità interne al manto e numerosi punti fragili, insieme ai lastroni  da vento generalmente soffici, sepolti dalle recenti nevicate, fanno si che possono ancora localmente costituirsi pericolosi strato di scorrimento.

Questa situazione è maggiormente diffusa nei settori esposti a sud dove le valanghe possono facilmente coinvolgere gli strati fragili più profondi. Nel settore di passaggio fra Alpi COzie e Graie, vale a dire nelle Valli di Susa, i punti critici sono perlopiù localizzati oltre il limite del bosco in corrispondenza di dossi, colli e cambi di pendenza.

Anche dal Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese raccomandano a tutti i praticanti del fuori prista la massima prudenza nei prossimi giorni: “e localizzatore ARVA – indossato e acceso- e pale da neve sempre con sé”.