L’ARPA Piemonte rende pubblici i dati e le attività di monitoraggio svolti nel corso del 2015 al Cantiere TELT di Chiomonte 25 sopralluoghi, 17 relazioni tecniche, sorveglianza continua di aria, acque, amianto, radiazioni non hanno rilevato anomalie di sorta

Uno scorcio del cantiere TELT della Maddalena  (Foto Marco Cicchelli)Uno scorcio del cantiere TELT della Maddalena (Foto Marco Cicchelli)

CHIOMONTE – L’Arpa Piemonte ha reso noto oggi i dati analitici conclusivi delle attività del monitoraggi ambientale svolto nel corso dell’intero  2015 presso il sito di Cantiere della Maddalena, dove si scava la discenderia italiana, e dove, con quasi certezza, si scaverà il tunnel di base a due canne della Nuova Linea Torino-Lyon. Un lavoro che ha proseguito l’attività di accompagnamento ambientale del progetto esecutivo presso quello che oggi ancora è il cunicolo esplorativo, in linea con le prescrizioni della Deliberazione CIPE n°86/2010 che prevedono l’esame dei dati dei monitoraggi ambientali effettuati a cura della stazione appaltante, nonché la verifica delle eventuali azioni correttive susseguenti al riscontro di impatti ambientali. Di fatto oggi il cantiere di Chiomonte risulta essere il sito più monitorato d’Italia.

Con TELT l’ARPA Piemonte ha avviato nel solo 2015 ben tre tavoli tecnici tematici su risorse idriche, geochimica e rumore; sono stati effettuati 25 sopralluoghi estemporanei a campione, rilevati i dati costantemente monitorati dalle centraline ambientali. Tutto questo ha prodotto l’elaborazione di 17 relazioni tecniche conclusive su valutazione dei dati di monitoraggio per tutte le componenti in esame; valutazione delle proposte di aggiornamento del Piano di Monitoraggio Ambientale in corso d’opera; ambiente idrico; valutazione delle proposte di aggiornamento del Sistema di Gestione ambientale e al documento Linee guida in caso di pietre verdi al fronte di scavo (le serpentiniti amiantifere); sul rumore. Valori rilevati in chiave di tutela ambientale  assoluta e nel rispetto della salute del personale addetto e di servizio sul sito.

La sintesi della immensa mole di lavoro e di dati  risultati aggregati per temi è la seguente.

Aria

Oltre alle attività di verifica previste dalla delibera CIPE L’ Arpa effettua, di propria iniziativa, misure  in parallelo a quelle del  proponente; per ognuna di queste ulteriori campagne  viene redatta una relazione tecnica. Durante il 2015, in particolare, sono state effettuate verifiche settimanali dei dati relativi alle concentrazioni di PM10 prodotti da TELT, valutando la coerenza del monitoraggio con quanto previsto nel Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) per quanto riguarda periodo temporale, punti di misura, metodologie e metodi analitici. Sono stati predisposti n. 4 Report trimestrali di analisi dell’attività di monitoraggio effettuata da TELT nei punti concordati con valutazioni dei dati relativi a PM10 monitorato in continuo e NOx, benzene, metalli e B(a)P monitorati con campagne semestrali. Sono state effettuate due campagne in parallelo con Laboratorio Mobile presso il sito di Chiomonte / Scuola della durata di 20 giorni, con il monitoraggio di polveri PM10, PM2.5 e inquinanti chimici, una nel periodo primaverile, l’altra in quello autunnale. “E’ stato effettuato un interconfronto tra il laboratorio Arpa e quello che effettua le pesate dei filtri PM10 per conto di TELT. Tali verifiche sono state predisposte anche per approfondire l’eventuale causa delle differenze osservate per il parametro polveri PM10 durante le campagne in parallelo; infatti, pur non evidenziando particolari criticità, i valori di TELT sono risultati nel sito di confronto di norma più elevati rispetto alle rilevazioni di Arpa soprattutto negli anni precedenti; nel corso del 2015 si è osservata una discrepanza minore.”

Amianto

Il Polo Amianto della struttura Rischio Industriale ed Energia nel corso del 2015 ha eseguito le seguenti attività:  14 sopralluoghi finalizzati alla verifica delle condizioni di cantiere, per quanto di competenza; 13 giornate di prelievo di materiale aerodisperso, con campionamento in parallelo al proponente, presso le postazioni individuate nell’ambito dell’ante operam, al fine della validazione dati. I campioni medi  compositi  di acque reflue in uscita dal depuratore TELT, analizzati con microscopia elettronica a scansione hanno ottenuta una concentrazione di amianto inferiore al limite di quantificazione della metodica standard. L’analisi di 3 campioni di terre e rocce da scavo, prelevati dai Servizi di Tutela e Vigilanza, analizzati in microscopia ottica non è stata riscontrata la presenza di amianto. L’analisi di un campione di studio, prelevato da un cumulo di ghiaia depositato in zona di transito mezzi, presso il parco archeologico eseguita in microscopia ottica non è stata riscontrata la presenza di amianto.

I risultati relativi ai campioni di materiale aerodisperso ottenuti dal Laboratorio del Polo Amianto risultano compatibili con i dati trasmessi da TELT  per tutte le postazioni, in seguito al confronto fra i relativi intervalli fiduciari. ARPA evidenzia che, nel corso dell’anno, il proponente ha fornito alcuni dati con concentrazioni di amianto positive. In particolare, si sono riscontrati 12 casi all’interno del cantiere (ASB1) con concentrazioni fra 0,1 e 0,2 ff/l (amianto di tipo crisotilo, ad eccezione di un caso in cui è stata riscontrata tremolite) e 4 casi all’esterno del cantiere (A 5.4 e A 5.C) con valori tra 0,2 e 0,3 ff/l (tremolite d’amianto). “Dall’analisi di tutti dati positivi, si osserva che: i valori riscontrati sono ampiamente al di sotto del limite di allarme di 1 fibra/litro (cfr. Del. C.I.P.E. 86/2010);  non vi è riscontro con la litologia di scavo;  l’analisi delle terre e rocce estratte non ha rilevato la presenza di amianto;  i dati non risultano consecutivi e non si è rilevata una tendenza all’aumento dei valori di concentrazione di amianto nell’aria; i dati all’interno e all’esterno del cantiere non sono concordi fra loro, poiché riscontrati in date differenti e corrispondenti all’osservazione di tipologie di amianto diverse (crisotilo e tremolite).

In merito ai dati Arpa, si sono riscontrati quattro dati positivi nel corso dell’anno, riferiti alle giornate di prelievo. L’entità delle concentrazioni corrisponde al conteggio di una o due fibre di amianto per campione. Si è comunque verificato quali fossero le attività di cantiere in corso al momento dei prelievi e quale fosse l’esito analitico sul materiale di scavo in uscita dal Cunicolo. “In particolare, in riferimento al dato del 02/12/15, si è rilevato che la bagnatura automatica della viabilità interna era stata sospesa per il rischio di fenomeni gelivi. E’ stato pertanto richiesto al Proponente di eseguire la pulizia delle strade, bagnando il suolo in modo efficace nelle ore centrali della giornata. Il Proponente ha programmato un sistema di bagnatura manuale.” In conclusione secondo le valutazioni dei tecnici ARPA:  “sulla base dei dati disponibili, non sono stati rinvenuti minerali riconducibili a pietre verdi all’interno del cunicolo. Pertanto le analisi con concentrazioni d’amianto positive nei campioni di aria prelevati possono essere correlati ad eventi sporadici legati all’attività di cantiere: (movimentazione, transito mezzi, ecc…”

Radiazioni ionizzanti

Il Dipartimento tematico Radiazioni Ionizzanti nel corso del 2015 ha condotto un’attività di vigilanza finalizzata al controllo della correttezza del monitoraggio eseguito da TELT nell’area esterna ed interna al cantiere per la costruzione del cunicolo esplorativo . Tale attività è stata effettuata attraverso l’analisi dei dati trasmessi dal proponente, con misure in loco, spesso acquisite anche in doppio, e con analisi di laboratorio su campioni prelevati nel corso dei sopralluoghi. Nel corso dei sopralluoghi presso il cantiere, generalmente con periodicità mensile, sono stati eseguiti:  rilievi di rateo di dose gamma nel cunicolo e sui cumuli di smarino;  misure di concentrazione di attività radon nel cunicolo;  prelievo di campioni di smarino per analisi di spettrometria gamma; misure di concentrazione di attività alfa e beta totale su campioni di acqua dall’impianto di depurazione di cantiere con prelievo effettuato da Arpa o acquisizione di aliquote dei campioni prelevati da Venaus scarl per conto di TELT; misure di spettrometria gamma su campioni di fanghi di risulta dall’impianto di depurazione delle acque di cantiere (prelievo effettuato da Arpa o acquisizione di aliquote di campioni prelevati da Venaus scarl); misure di rateo di dose internamente ed esternamente al cunicolo per l’allineamento dei valori acquisiti con strumentazione in dotazione Arpa e TELT con il Rilevatore Geiger piazzato sulla TBM.

In sintesi il monitoraggio interno alla zona cantiere ha dati i seguenti risultati:

“Per il gas radon i valori di concentrazione rivelati da Arpa e dalla ditta Venaus scarl sono risultati compatibili e sempre ampiamente più bassi del Livello d’Azione di 500 Bq/m3 (D.Lvo 230/95) e inferiori anche alla “soglia di sorveglianza stabilita” di 200 Bq/m3. Per la radioattività al fronte di scavo sullo smarino  tutte le misure di rateo di dose acquisite hanno fornito valori tipici di materiali medio-basso contenuto di radioattività. Sul particolato aerodisperso  i dati comunicati sono risultati tipici valori di un ambiente imperturbato. Per quanto riguarda le acque di depurazione del cantiere i risultati delle analisi alfa e beta totale sulle acque in ingresso all’impianto di depurazione del cantiere e i dati della spettrometria gamma eseguita su campioni di fanghi non hanno evidenziato anomalie radiometriche.”

Mentre il monitoraggio esterno alla zona del cantiere ha dati i seguenti risultati: per le particelle aereodisperse i risultati delle analisi alfa  e beta sui filtri per PTS e la spettrometria mensile sul pacchetto di filtri non hanno rivelato la presenza di livelli di radioattività anomali e attribuibili alle attività di cantiere. Per le risorse idriche il monitoraggio bimestrale delle acque superficiali e quello semestrale delle acque sotterranee per la determinazione dei valori di attività alfa e beta totale ha sempre fornito risultati inferiori ai valori di screening indicati nelle linee guida per la qualità delle acque potabili.

Ambiente idrico

 La struttura di Produzione del  Dipartimento Territoriale Piemonte nord ovest per la verifica dei dati di qualità delle acque superficiali e sotterranee nel corso dell’anno 2015 ha continuato il lavoro di validazione dei dati – forniti dal proponente con cadenza mensile – relativo ai parametri di qualità “in situ”. Tale attività ha consentito di verificare la congruità dei dati con le soglie di attenzione identificate dal PMA allo scopo di identificare eventuali impatti sulla matrice da parte delle attività di cantiere. Inoltre i dati relativi alle acque superficiali sono stati utilizzati per la redazione mensile del Bollettino oggetto di pubblicazione sul sito di Arpa Piemonte. In sintesi il lavoro svolto è consistito in: 12 valutazioni dei dati relativi alle 2 stazioni di campionamento delle acque superficiali poste sull’asta fluviale della Dora Riparia, per ciascuna delle quali sono stati valutati 7 parametri di qualità per un totale di 168 validazioni. 12 valutazioni dei dati relativi alle 14 stazioni di campionamento delle acque sotterranee ciascuna delle quali ha preso in considerazione 6 parametri di qualità per un totale di 1008 validazioni con relative 12 stesure di Bollettini mensili e 4 Relazioni trimestrali di commento sulla qualità dei dati delle acque superficiali e sotterranee.

Per gli aspetti metodologici le strutture Ambiente e Natura, Monitoraggio e studi geologici, Qualità delle Acque e l’Area Funzionale Tecnica, hanno ridefinito ed identificato le nuove soglie di attenzione dei parametri “in situ” relativi alle acque superficiali, sulla scorta di valutazioni statistiche più mirate e garantenti che dovranno essere recepite dal proponente ed inserite nel PMA. Un approccio analogo è stato utilizzato anche per la revisione delle soglie relative alle acque sotterranee per le quali è stata effettuata anche una importante semplificazione del numero delle sorgenti da sottoporre alla validazione periodica.

Rumore e vibrazioni

Il Gruppo Rumore del servizio Tutela e Vigilanza del Dipartimento Territoriale Piemonte nord ovest ha proseguito l’attività di controllo dei dati forniti da TELT, sia tramite la predisposizione di un bollettino mensile che mediante la redazione di una relazione tecnica semestrale relativa a tutto il monitoraggio svolto. A seguito delle verifiche condotte nel corso degli ultimi mesi del 2014 e inizio 2015, è stata rilevata una criticità relativamente al sito della Borgata Clarea, ubicata in prossimità del cantiere de La Maddalena e costituita da alcuni ricettori non abitati (!!!), dove si è verificato un incremento dei livelli sonori nel periodo notturno rispetto a quanto rilevato prima dell’attivazione del cantiere. Per questa ragione, a partire dal febbraio 2015 sono state realizzate alcune opere di insonorizzazione sulla tramoggia del nastro trasportatore dell’impianto di smarino, concluse nel mese di novembre 2015.

Considerato comunque il permanere della criticità rilevata e visto che non risultava chiaro se l’incremento dei livelli sonori fosse imputabile alle attività di cantiere o ad una variazione delle condizioni di rumorosità di fondo ambientale, nel mese di dicembre 2015 è stata condotta una verifica strumentale notturna da parte di Arpa, congiuntamente alle società incaricate del monitoraggio acustico interno ed esterno al cantiere. In tale occasione è stato richiesto di disattivare tutte le sorgenti sonore legate al cantiere, in modo da valutarne il relativo contributo rispetto alla rumorosità ambientale complessiva. A seguito di tale verifica, sebbene le immissioni acustiche del cantiere siano risultate sensibilmente inferiori al rumore di fondo dell’area, al fine del rispetto formale dei limiti acustici fissati per l’ambiente esterno è stato richiesto a TELT di studiare ulteriori e possibili interventi di mitigazione sulle sorgenti sonore predominanti, ossia il ventolino per l’aerazione del cunicolo ed il nastro trasportatore. Per la componente vibrazioni l’attività di controllo, svolta anche su richiesta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è finalizzata a valutare i potenziali danni statici e gli effetti di disturbo presso il Museo Archeologico sito nel Comune di Chiomonte ed è sintetizzata in una relazione periodica.

In sintesi per ARPA: “Le analisi condotte nel 2015 hanno evidenziato che la frequenza, la durata e il periodo dei rilievi sono risultati in linea generale coerenti con il previsto Piano di Monitoraggio Ambientale e che i livelli di vibrazione si sono attestati nettamente al di sotto dei valori di soglia indicati nelle norme tecniche di riferimento. Si evidenzia infine che non sono state registrate segnalazioni di disturbo alla popolazione residente all’interno dell’area di valutazione né per il rumore né per le vibrazioni.”

Buone notizie, che non a tutti i catastrofisti faranno piacere…