L’ASCOM investe nel mototurismo: presentato oggi il progetto alle Unioni Montane presso il Circondario della Città Metropolitana Col sostegno di Camera di Commercio e privati si punta soprattutto al mercato straniero per valorizzare il patrimonio delle strade di alta quota

La Consigliera Metropolitana al Turismo e Montagna Gemma Amprino, la Presidente dell'Ascom Patrizia Ferrarini, con i Presidenti delle Unioni  Sandro Plano e Valter MarinLa Consigliera Metropolitana al Turismo e Montagna Gemma Amprino, la Presidente dell'Ascom Patrizia Ferrarini, con i Presidenti delle Unioni Sandro Plano e Valter Marin

SUSA – Da mesi l’ASCOM di Susa lavora ad un progetto di Marketing Territoriale per sviluppare l’accoglienza e una offerta di qualità  mirati al mercato del turismo  motorizzato delle 2 ruote; un lavoro sostenuto dalla Città Metropolitana e finanziato da Camera di Commercio ed Excel, azienda giapponese, ma del Gruppo CLN-Magnetto, che produce cerchioni per moto. Dopo i primi contatti con gli operatori dell’accoglienza, e con diversi amministratori,  oggi la Presidente Ascom Susa, Patrizia Ferrarini, ha potuto illustrare le linee guida del progetto alle Unioni Montane, l’ATL Turismo Torino e Provincia e il Piano di valorizzazione “Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpina”, in un incontro tecnico coordinato dalla Città Metropolitana, con il Consigliere delegato Gemma Amprino e la Dirigente del Settore Turismo e Montagna Elena Di Bella.

“Quello del mototurismo – ha spiegato la Ferrarini – è una economia molto importante per la nostra montagna e vogliamo offrire a questi visitatori servizi mirati e di qualità, e attraverso di loro far conoscere sempre di più questa Valle, il suo passato, che ci ha lasciato un numero altissimo per concentrazione di beni artistici e storico-culturali, e i suoi prodotti di qualità. Crediamo che i motociclisti possano essere fra i migliori promotori del nostro territorio. Per questo vogliamo come operatori creare sul modello di “Trentinoinmotoun vero e proprio club di prodotto che garantisca la qualità dei servizi offerti presso le strutture convenzionate.

Una presenza straordinaria di almeno 50/60.000 passaggi, di cui almeno il 70% stranieri– che  prolunga la stagione degli operatori da aprile sino in autunno avanzato – attirata dalla orografia della Valle con la sua straordinaria presenza di strade alpine ex militari di alta quota che univano i Forti: Assietta, Pramand-Col Vin Vert-Jafferau e Sommeiller (per restare alla principali) e ai suoi 2 valichi prioritari: Moncenisio e Monginevro/Colle della Scala. Su questi presupposti – insieme agli operatori turistico-commerciali – ASCOM intende organizzare e sviluppare una serie di pacchetti e servizi integrati mirati : dalla ricettività/ristorazione, alle escursioni guidate, ai servizi di assistenza tecnica per i motociclisti. Il  target medio è composto di persone di età compresa fra i 35-60 anni, con elevata capacità di spesa e di livello culturale medio-alto. Fidelizzato e appassionato di una filosofia di vita che non cambia con gli anni. Con 30 milioni di moto immatricolate in Europa, il margine di incremento dei flussi non solo è interessante, ma si presta ad incentivi ed incrementi notevoli su cui costruire una offerta di accueil da proporsi sul mercato attraverso attività di promozione soprattutto con attività di social media marketing media nei Paesi che già hanno forti presenze in Valle e per attirare numeri altrettanto significativi di motociclisti italiani. Gli alberghi e le altre strutture ricettive  che lavorano con le moto  hanno un fatturato annuo che almeno per il 15-20% deriva da questa clientela.

“Già oggi – ha detto la Amprino – senza che agli appassionati  venga proposta un’offerta organizzata e strutturata, migliaia di appassionati da tutta Europa vengono appositamente in Valle di Susa in moto perché abbiamo un patrimonio di strade d’alta quota che tutti ci invidiano. A volte sono visti come un problema, ma in realtà sono un mercato turistico di settore, che porta forti ricadute e che in tutte le Alpi viene ricercato con proposte sostenute da Enti di promozione e Regioni. Dobbiamo solo lavorare insieme ai privati concertando un modello di gestione del nostro patrimonio, che peraltro rischia di degradarsi per via della crisi della finanza locale che non riesce più a manutenere le strade. Ben venga questa iniziativa degli operatori turistici su cui come ex Provincia ci impegniamo a coordinare Unioni e Comuni.”  

Purtroppo è stato anche ricordato come oggi ad esempio la chiusura della Galleria dei Saraceni al Pramand, un gioiello di architettura militare, coi suoi 850 metri scavati in curva nella roccia, sia il segnale che che per sviluppare progetti turistici, il software, occorra anche pensare e rapidamente, a conservare l’hardware, cioè le strade stesse, per metterle poi a pieno valore. Obiettivo non immediato del progetto è infatti anche quello di cercare di creare  non solo un modello condiviso di fruizione -prevedendo il pagamento di un ticket come accade un po’ ovunque, cosa che non troverebbe certo ostacoli fra gli stranieri abituati a pagare per percorrere le strade alpine – ma di pensare all’intervento diretto dei privati per la manutenzione ordinaria. E creare economia anche dalla regolamentazione, ad esempio istituendo nuove figure professionali come l’accompagnatore motoristico, che potrebbe essere non solo un modo per dare lavoro stagionale, ma anche una garanzia per evitare in certi tratti delicati, che alcuni utenti possano comportarsi in modo sfrenato e senza controllo.

Sandro Plano a nome dell’Unione Montana Valle Susa si è detto “Estremamente favorevole alla iniziativa, che posto che Susa è al centro del sistema dei valichi stradali e punto di attacco del Colle Finestre, può essere un volano economico molto importante per il territorio, anche per i servizi non solo alberghieri connessi al turismo in moto. Ed è possibile anche pensare ad alcuni itinerari poco conosciuti in Bassa Valle. Quello che deve essere chiaro è che parliamo di turisti – che per ora arrivano da soli senza una promozione mirata – e non di quelli che nei week-end scambiano la Valle per un circuito di gran prix e si credono Valentino Rossi. Non vedo invece nessuna difficoltà a concertare in tavolo comune un modello di fruizione del territorio che consenta a tutti i modi di frequentare la montagna di trovare  modo di esprimersi con soddisfazione e in sicurezza”

Sulla  stessa linea Valter Marin, Presidente dell’Unione Montana Via Lattea : “I Francesi hanno molte più strade e colli alpini di noi, ma non hanno percorsi unici come ad esempio la Strada dell’Assietta, coi suoi 30 kilometri in cresta sopra i 2.000 metri. Proprio da li eravamo già partiti anni fa con un tavolo di concertazione per creare un modello di fruizione che consentisse la pratica della bici, dell’escursionismo e la percorrenza in moto e fuoristrada. Noi oggi puntiamo molto sul turismo del bike resort, ma avevamo già iniziato un lavoro sulle moto, che poi si è un po’ arenato. Ben venga l’iniziativa degli operatori turistici. Noi come Comuni faremo la nostra parte. Sono d’accordo che la priorità sia anche quella di non perdere la risorsa strade alpine, tanto che noi abbiamo chiesto al demanio di passare al Comune di Sestriere la strada dell’Assietta sino al Col Basset. Siamo già capofila di un Interreg Alcotra Italia Francia sul turismo in bici. Questo è un progetto importante e complementare.”

Già perché intanto ad esempio – un po’ come avviene su tutto l’Arco Alpino – il vicino Dipartimento delle Hautes Alpes nel frattempo ha avviato una campagna di promozione in Europa – in particolare nei Paesi di lingua tedesca, per attrarre nuovi turisti in moto e la Valle deve muoversi per non restare indietro. Su questo anche ATL e Tesori d’Arte hanno dato il loro consenso. Resta molto lavoro da fare, compreso quello di far capire ad alcuni puristi, che se a 3.000 metri arriva una strada, come al Sommeiller, è perché è stata fatta per essere percorsa. Quel che fa differenza è la condotta degli utenti e un modello di frequentazione che possa lasciare spazio a tutti. Un modello c’è anche in Piemonte: la “Via del Sale”, cioè la Limone-Monesi, a cavallo fra Piemonte, Francia e Liguria, restaurata, regolamentata e riaperta con pedaggio al transito di moto, quad e 4×4 con un progetto transfrontaliero.

Conservare, regolamentare, promuovere e informare sono le parole chiave di “AlpsMoto.Tour” il progetto di Ascom per fare economia sul territorio.