L’Assemblea della Smat, composta dai Sindaci della Città Metropolitana boccia la Appendino Respinta la possibilità per il Comune di Torino di prelevare liquidità dal fondo di garanzia. Votano contro anche sindaci del M5S

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TORINO –  L’assemblea di Smat oggi ha negato al Sindaco di Torino (e Presidente della Città Metropolitana)  Chiara Appendino la possibilità di prelevare liquidità per alcuni milioni di euro al cento per cento del fondo di riserva della società che gestisce il ciclo delle acque della Provincia di Torino e che ha come soci quasi tutti i suoi Comuni. I soci, cioè i Comuni, rappresentati in quote di voto proporzionali alle azioni possedute,  hanno respinto al mittente la richiesta della Giunta pentastellata della capitale subalpina.

Questo nonostante l’accordo strappato dalla Appendino – oggi fugacemente apparsa per una ventian di minuti in assemblea – con il Cidiu che detiene 585.047  azioni  pari a 37.764.783,85 euro di capitale pari a circa il 10,92% delle quote sociali. Ricordiamo che Torino possiede 3.195.579 azioni per 206 milioni e rotti di euro pari al 59% del capityaler versato.

Su 112 soci presenti e 111 votanti, 77 hanno votato contro, 30 a favore e 4 si sono astenuti. Il meccanismo ponderato ha così fatto si che la delibera all’ordine del giorno venisse bocciata.

Il vicepresidente piddino della Sala Rossa Enzo Lavolta ha dichiarato  quello della Sindaca un “disastro annunciato, dimostrazione dell’assenza di dialogo con i comuni della Città metropolitana”.  Ma è interessanter cha contribuire a questa sconfitta, che certamente avrà ripercussioni anche in Corso Inghilterra nei rapporti fra Presidente e  Sindaci dei Comuni della Città metropolitana, abbiano contribuito Comuni Notav a guida grillina, come Rivalta, Avigliana e persino il piccolo San Didero, che accusano la Appendino di aver tradito lo spirito dei Comitati del Referendum sull’acqua pubblica. Mentre Venaria ha votato a favore.

Un pastrocchio in casa grillina cui ha contribuito anche la mozione poroposta da alcuni esponenti del  M5S torinese, in cui si proponeva di estendere la possibilità a tutti i comuni soci di attingere proporzionalmente dal fondo di riserva di Smat. Un documento redatto e protocollato ma mai discusso dalla Sala Rossa per evitare divisioni all’interno del gruppo stesso dove sull’argomento volano stracci. Stracci pentastellati che ora volano per tutta la fu Provincia.

Per fare passare la sua richiesta la Appendino ha bisogno del 75% delle quote. Ora ha 15 giorni di tempo per riprovarci,ma nelle Valli come in Cintura tira aria grama per chi governa oggi Torino e presiede senza una maggioranza la Città Metropolitana.