Le mamme contro la chiusura del punto nascite

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SUSA. Ci sono gli striscioni che campeggiano sulla cancellata d’ingresso, un segno della protesta. Ecco come si presenta l’ospedale di Susa agli utenti che tutti i giorni frequentano la centenaria struttura di cura segusina. Una presenza delle numerose proteste che le agguerrite mamme ormai da mesi si impegnano a rappresentare affinchè il punto nascite non chiuda definitivamente. Una battaglia che la consigliera regionale Stefania Batzella considera prioritaria nella sua azione politica. Così si può registrare in questi giorni un flash-mob con le candele portate dai bambini, quelli nati a Susa, che sono stati protagonisti della marcia a difesa del punto nascite. Sono stati loro a sorreggere per tutto il percorso, lungo via Roma e via Mazzini, con partenza ed arrivo in corso Inghilterra, di fronte all’ingresso dell’ospedale, il coloratissimo striscione con lo slogan “Giù le mani dalle nostre pediatre”. Un corteo non molto numeroso quello di sabato pomeriggio ma molto rumoroso e colorato, con passeggini e palloncini colorati, una colonna sonora a palla e fischietti. Alla fine, davanti all’ospedale, su un corso Inghilterra per una volta trasformato in isola pedonale, i numerosi interventi degli attivisti a difesa del punto nascite. A pochi giorni ecco una nuova iniziativa con un presidio organizzato dal comitato a difesa dell’ospedale di Susa e dal comitato donne “Noi abbiamo partorito a Susa” in concomitanza il corso di formazione obbligatorio organizzativo in vista della soppressione del punto nascite di Susa e rivolto al personale del punto nascite e del Pronto soccorso di Rivoli e dello stesso nosocomio di corso Inghilterra.