Le rocce vaganti all’Orrido di Foresto

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di LODOVICO MARCHISIO

BUSSOLENO – Dopo aver salito le più belle cime delle alpi, con gli anni che trascorrono troppo veloci, mi sento il bisogno di affermare che la vita ha per me oggi uno scopo, solo se le emozioni che ho avuto la fortuna di provare, le trasmetto agli altri per condividerle! Infatti, pur avendo precisi compiti di accompagnatore e altri incarichi in una grande e validissima associazione presente in tutto il mondo per gli amanti della montagna, per vivere l’avventura a 360 gradi con un gruppo ristretto di persone e spingersi in luoghi dove in gite sociali è meglio non avventurarsi perché sono troppi i gitanti su cui vigilare affinché non accada nulla di imprevisto, si è formato un gruppetto di amici che si è auto nominato: “rocce vaganti” e che supplisce al bisogno che hanno le persone di comunicare maggiormente quando si è in luoghi particolari che scatenano emozioni comuni. Ho verificato quanto asserisco con i miei due figli: Stella, che ora vive in Canada, ove continua a operare come istruttrice nel settore “montagna” dopo essere stata in Italia quella campionessa di free-climbing che tutti ricorderete e Walter, alpinista da sempre, che abitando vicino a me mi aiuta tuttora ad accompagnare questi gruppetti ristretti alla ricerca dell’avventura. Abbiamo già esplorato canyon, grotte, discesi piccoli torrenti o scalato in inverno alcune cascate di ghiaccio, che sono la più effimera forma dell’arrampicata definita da uno dei più grandi alpinisti Valsusini scomparsi, Giancarlo Grassi, “L’urlo pietrificato”.  La più bella fonte ispirativa di avventura ce la fornisce su un piatto d’argento proprio la nostra amata Valle di Susa con la “Via ferrata dell’Orrido di Foresto” che si trova a un Km circa dopo Bussoleno in direzione di Susa e si sviluppa all’interno di uno dei più spettacolari orridi attrezzati del nostro Piemonte, che durante il disgelo (tarda primavera) crea degli effetti scenici sorprendenti come l’arcobaleno in più tratti (uno spettacolo unico nel suo genere, in quanto la ferrata permette di risalire ben quattro salti d’acqua all’interno dell’orrido e il secondo, situato nel tratto più stretto dell’angusta gola, è veramente elettrizzante, infatti la salita a fianco delle cascate è qualcosa di incredibile da provare, specialmente quando la violenza dell’acqua la fa da padrona! Vi sono anche tre ponti tibetani da attraversare, ma non voglio dirvi di più perché una perla così rara va aperta e gustata dal vivo.