Le Unioni Civili sono legge Domenica 5 giugno entra in vigore la Legge numero 76 del 2016

unioni civili

di MANUELA SELVO

CORTE COSTITUZIONALE E MATRIMONIO GAY. La Corte Costituzionale, con sentenza 11 giugno 2014, n. 170 ha escluso che le norme sul matrimonio tradizionale (negozio solenne in cui un uomo ed una donna assumono un vincolo di reciproca assistenza morale e materiale) fossero applicabili anche alle unioni tra persone dello stesso sesso. Da qui la necessità di regolamentare in modo alternativo e specifico le unioni tra persone omosessuali, sfociata dopo un lunghissimo e travagliato iter parlamentare, nella Legge 76/2016, definitivamente approvata dalla Camera con il voto di fiducia l’ 11 maggio scorso. La nuova Legge ha istituito sia le unioni civili (per le persone dello stesso stesso), sia le convivenze di fatto (senza distinzione di sesso), che si aggiungono al matrimonio tradizionale, prevedendo una serie di diritti e doveri, diversi a seconda dell’istituto, con effetti pratici non uniformi.

UNIONI CIVILI. L’unione civile, è “la formazione sociale costituita da due persone maggiorenni, dello stesso sesso”, unite stabilmente da un vincolo e legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale. Si costituisce tramite una dichiarazione di fronte all’ufficiale dello stato civile ed alla presenza di due testimoni. E’ dunque necessaria un’attività formale, innanzi ad un apparato amministrativo, affinché sorgano i diritti, i doveri e tutti gli effetti che l’ordinamento giuridico riserva loro. La norma prevede che siano applicabili a tale nucleo familiare le norme sul matrimonio purché richiamate dalla legge 76/2016; tra queste non vi sono quelle relative alla separazione personale tra coniugi poiché è previsto direttamente il divorzio. Quanto alla stepchild adoption (letteralmente: adozione del figliastro) che era possibile secondo il disegno di legge, è stata eliminata nell’approvazione definitiva. Il comma 20 infatti recita: “Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti”.

CONVIVENZE DI FATTO. Il legislatore non si è limitato a regolamentare le unioni civili, ha anche attribuito diritti e doveri alle coppie semplicemente conviventi. Per la Legge, infatti, “si intendono conviventi di fatto due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e reciproca assistenza morale e materiale, non vincolati da rapporti di parentela o affinità o adozione, da matrimonio o da unione civile”. A differenza delle unioni civili in questo caso non è necessario alcun atto formale in Comune; sarà sufficiente, secondo il comma 37, la cosiddetta dichiarazione anagrafica (Agli ef etti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio , di parentela, af inità, adozione, tutela o da vincoli af ettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune). Una sorta di matrimonio a propria insaputa…

CONVIVO. Come posso evitare le conseguenze giuridiche? Piuttosto curiosa tale impostazione della norma, che obbliga le coppie che vivono insieme senza avere manifestato volontà precise, a doveri simili alle coppie sposate o unite civilmente. Alcune critiche a tale disposizione, infatti, si basano proprio sull’imposizione di effetti giuridici al semplice fatto di convivere: sino ad oggi gli interessati non avrebbero assunto né diritti, nè doveri. Da domenica prossima una coabitazione, unita ad un legame affettivo, non sarà più libera e priva di conseguenze: l’ingerenza dello Stato nella sfera affettiva e sentimentale delle persone in questo caso ha privato le persone della libertà di scelta e probabilmente aumenterà il contenzioso. Unica possibilità per evitare conseguenze non volute, sarà quella di stipulare concordemente un patto di convivenza tramite avvocato (o notaio).

Manuela Selvo, avvocato cassazionista

Vicolo Fanfani n. 8 10050 S.Antonino di Susa (TO)

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La Legge è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 20 maggio 2016.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/05/21/16G00082/sg