L’imprenditore Luciano Donato

S.AMBROGIO – Luciano Donato, un uomo che si è fatto da se. Se volete scoprire come avere successo e raggiungere traguardi ambiziosi, senza leggere un libro di qualche psicologo americano, sarà sufficiente ripercorrere la vita di questo uomo per poterne trarre qualche insegnamento. L’avventura cominciò presto per Luciano quando ragazzo partì dalla sua Toscana per un breve lavoro nella nostra valle. Si trattava di un impegno per alcuni giorni per la battitura del grano che lui aveva imparato a fare a casa. La sua presenza in valle doveva durare alcune settimane e invece dura da tutta la vita. Per spiegare il carattere del nostro protagonista basta ricordare che proviene dalla terra strappata alle acque nella bellissima, ma a quei tempi inospitale, Maremma. Lavoro mischiato al sudore e alla fatica senza risparmio furono gli ingredienti di quel successo; Luciano li apprese fin da piccolo e li fece suoi. Arrivato in valle capì che in Piemonte, erano gli anni del boom economico, c’era più possibilità nel futuro che in Toscana. Eccolo assunto alle acciaierie a San Didero, che raggiungeva in bicicletta da Sant’Ambrogio, prima e alle ferriere di Avigliana poi. “Cominciai così la mia avventura professionale, fino a lavorare in due stabilimenti dal mattino alla notte”. Avete capito il personaggio. Come ricorda l’adagio “Moglie e buoi dei paesi tuoi” arrivò dalla terra di Dante anche la signora Natalina che prima lavorò in fabbrica poi gestì una rivendita di vini. “Erano anni impegnativi si lavorava senza sosta, si produceva sempre” ricorda Luciano “poi lavoro su lavoro si presentò l’occasione di aprire una piccola attività meccanica tutta nostra”. Un macchinario, un piccolo spazio e tanto olio di gomito così prese avvio la produzione di viti e bulloni di Luciano che da dipendente era ora l’imprenditore di se stesso. Inutile dire che al primo macchinario se ne aggiunse un altro, e un altro ancora. La fabbrica prese la via di Caselette in capannone più grande, che poi venne ingrandito. Un passo dopo l’altro sempre con ponderazione e spirito imprenditoriale a timbrare la cartolina adesso c’era un discreto numero di suoi dipendenti. La sua azienda si è poi spostata ad Alpignano diventando una realtà imprenditoriale che ora commercia in tutta Europa. Luciano e la moglie sono sempre lì divisi tra la fabbrica, la famiglia e i viaggi nella loro Toscana che mai hanno abbandonato veramente. “Pensavo un giorno di tornarci definitivamente lasciato il lavoro” dice Luciano con un sorriso beffardo. In effetti forse un giorno ci andrà, ma l’interrogativo vero è: quando smetterà di lavorare? Ecco l’avventura di un uomo e una donna che si sono costruiti la vita e che anche se amano di più la Ribollita della Bagna Cauda possono definirsi imprenditori piemontesi, credo se lo siano meritato.