Locali “ex Samax” in piazza della Pace: un futuro ancora tutto da inventare

RIVALTA – Il 26 marzo scorso, nella rubrica “Ritratti”, pubblicammo un’intervista al sindaco rivaltese Mauro Marinari al quale – con quattro domande dirette – chiedemmo di parlare fra l’altro delle realizzazioni più importanti della sua giunta. Sulle dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino rivaltese discute ora il capogruppo dei Moderati Michele Colaci che parla “Di una gestione solo corrente, poco più di ciò che svolge un amministratore di condominio, perché operazioni di più ampio respiro hanno raccolto grandi sconfitte”. A conferma di ciò che dice, Colaci ricorda fra gli altri i lavori di completamento del centro storico, ora fermi dopo i due lotti avviati e terminati dall’amministrazione Neirotti. A questo punto, dice ancora Colaci, non rimane altro che affidarsi  alla democrazia partecipata con un progetto che prevede una fontana in piazza della  Pace, dove i locali dell’ex bar Samax sono ancora deserti dopo lo sfratto dello scorso novembre: “Questo forse è un progetto che riusciranno a portare a casa, con tanti  ringraziamenti dei commercianti che verranno ancora più  penalizzati in un centro storico sempre più deserto”. E a proposito del centro storico il capogruppo dei Moderati si permette un consiglio: “Oramai il danno del  Samax è fatto,  quindi si affidino  i locali di piazza della Pace alla  Pro loco rivaltese perché possa  promuova attività  turistiche, culturali, sportive e musicali. Inoltre sempre da questi  locali dovrebbe partire l’organizzazione di eventi nel centro storico  e nel paese tutto, coordinando anche le visite al nostro patrimonio  culturale, castello e monastero. Infine i gestori dovrebbero garantire un’apertura  giornaliera dei locali, magari con la gestione di un punto bar, in  maniera che la piazza diventi un punto di ritrovo dei cittadini  stessi, orfani probabilmente di una splendida fontana ma contenti di  potersi trovare con altre persone”. Dei locali un tempo occupati dal bar Samax parla anche Nicola Lentini, del Partito Democratico rivaltese: “Da quando la giunta Sostenibile ha deciso di chiudere un pezzo di storia, un luogo d’incontro e aggregativo non rinnovando il contratto di locazione del bar Samax in piazza della Pace, abbiamo temuto che più che un miglioramento per il paese si trattasse di una chiusura a tempo indeterminato dell’immobile” . Cosa che, dice Lentini, si è verificata, dopo una petizione firmata da 1340 persone e ben due “manifestazioni d’interesse” che non hanno portato a nulla. “Al di là della perdita economica dovuta al mancato affitto – in un momento di difficoltà rilevante per gli Enti locali e a fronte delle aliquote massime per Imu e Ici – assistiamo alla perdita di vitalità e interesse del centro storico, oltre a un calo di valore dell’immobile, chiuso dal 30 ottobre scorso senza riscaldamento e privo di manutenzioni, e perciò di sempre più difficile collocazione”. Una considerazione sull’ex bar Samax arriva anche da Nicoletta Cerrato di Sel, per la quale i locali di piazza della Pace avrebbero dovuto rappresentare una risorsa per il Comune, per la posizione centrale e per quello che nella storia rivaltese hanno sempre rappresentato, “A partire dalla storica cremeria, un luogo dove sostare, bere una cosa, godersi la piazza e socializzare. Anche la domenica, quando il nostro bellissimo centro storico diventa un luogo desolato. Anche la sera, quando si è un po’ timorosi ad uscire perché in giro non c’è nessuno e un locale aperto e frequentato è utile anche per aumentare la sicurezza del paese”. Secondo Cerrato,  la chiusura con le modalità applicate è stata invece un danno per la vita del Centro, per i cittadini e per i gestori che hanno dovuto reinventarsi un posto di lavoro. Si sarebbe potuto fare di meglio, conclude la capogruppo Sel, discutendo con gli affittuari una gestione diversa, ascoltando e condividendo il punto di vista dei cittadini e degli stessi commercianti: “Invece ai bandi deserti fa riscontro la progressiva e costante desertificazione del nostro centro storico che morirà se mai si avverasse la sconsiderata ipotesi della pedonalizzazione”. Roberto Aste che parla per  Rivalta Nuova afferma che “Ci siamo da subito schierati contro la chiusura del bar Samax in quanto vediamo in quella attività commerciale uno dei tanti tasselli essenziali per poter rivitalizzare il centro storico”. Rivalta Nuova esorta quindi l’Amministrazione a ristrutturare  i locali e successivamente a indire una gara per assegnare il locale bar cremeria in affitto, prediligendo le migliori proposte in termini di eventi e di apertura, che garantiscano la fruizione del locale durante il maggior numero di giorni della settimana, fine settimana compresi. “Riteniamo sia importante che il Comune velocizzi queste operazioni in modo da ricominciare ad incassare l’affitto – conclude Aste – Questa vicenda ci è già costata troppo tempo e troppi soldi.”  Il capogruppo di Forza Italia Marzia Lenta parla invece di troppa fretta che “È  cattiva consigliera e lo è ancora di più quando non si hanno progetti e obiettivi. Rivalta è avvolta da centri commerciali, i negozi di vicinato stanno  chiudendo i battenti e il Sindaco e l’Amministrazione rivaltese fanno chiudere una attività i cui locali oggi sono vuoti. Una volta di più hanno dimostrato di non sapere e non voler ascoltare i consiglieri di opposizione e neppure i cittadini, un pessimo esempio di cattiva politica e cattiva amministrazione”. Reduce dalla raccolta, in collaborazione con altri gruppi, di 1340 firme di cittadini che chiedevano il mantenimento di un bar-cremeria nei locali di piazza della Pace,  “SiAmo Rivalta” crede fermamente  che le tradizioni e i luoghi storici della città debbano essere preservati: “Inoltre dopo cinque mesi di chiusura del bar si è puntualmente verificata, come avevamo facilmente predetto, una accelerazione della desertificazione del centro storico del paese”. A tutte le obiezioni il sindaco Mauro Marinari risponde ricordando era già in programma a fine locazione una destinazione a un uso diverso dei locali di proprietà comunale in piazza della Pace. “La manifestazione di interesse fu posticipata perché potessimo cogliere le linee di indirizzo date dai cittadini attraverso la raccolta delle più di 1300 firme. – spiega Marinari – Infatti, nel primo bando furono indicate le condizioni indicate nella petizione sottoscritta dai rivaltesi, che comprendeva l’installazione di un esercizio commerciale e di ristoro, la ristrutturazione dei locali e lo svolgimento di attività culturali, ricreative e sociali”. Non giudicati ammissibili i risultati del primo bando, spiega il sindaco, nel secondo bando diventò facoltativa l’installazione dell’esercizio commerciale e di ristoro, ma anche in questo caso la risposta non fu quella cercata. “Adesso esiste una serie di trattative private dirette a soggetti interessati ad andare avanti nella direzione indicata – conclude il sindaco – E la partnership pubblico/privato fa ben sperare in procedure “veloci” che permettano entro l’anno di rendere agibili i locali, se non completamente almeno in parte.