L’Ospedale di Susa perde il servizio di un’autoambulanza, ne rimangono due Batzella: "Chiediamo il mantenimento", dall'ASL "I trasporti in questione si sono ridotti di più del 50%"

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SUSA – L’allarme è stato lanciato dalla consigliera regionale Stefania Batzella: “Siamo venuti a conoscenza che dal 1° giugno l’ASL TO3 non intende rinnovare la convenzione con la Croce Rossa di Susa per il trasporto secondario materno infantile su un’ambulanza già attrezzata con particolari dotazioni. Se tale convenzione non sarà rinnovata chi si occuperà del servizio? Sarà l’ambulanza medicalizzata a dover effettuare questi trasporti, lasciando il territorio sguarnito per altre emergenze? Ricordiamo che ad oggi il personale medico infermieristico – scrive la Batzella – operante nel 118 non è ancora stato adeguatamente formato per le emergenze ostetriche e pediatriche nonostante avessimo già segnalato questa mancanza l’anno scorso. La necessità di un’adeguata formazione era stata, a suo tempo, anche richiesta dagli stessi operatori. Le nostre richieste sono sempre state chiare: ripristino in Pronto Soccorso delle figure specialistiche (ginecologo, pediatra, ostetrica) per garantire l’urgenza e l’emergenza come emerso dalla volontà popolare attraverso la sottoscrizione di 10 mila cittadini presentata venerdì 13 maggio in Regione Piemonte e mantenimento di un’ambulanza dedicata per il trasporto secondario presso l’ospedale di Rivoli“. Paura infondata o realtà?

Dall’Azienda Sanitaria Locale, sentita a riguardo, arriva una conferma. Ci scrivono precisando: “Nell’Ospedale di Susa  era storicamente presente  una ambulanza in convenzione con la croce bianca valsusina per trasporto, non medicalizzato, 7 giorni su 7 per 24ore  al giorno. Per sperimentare un eventuale miglioramento nell’intervento su pazienti critici  si era deciso di raddoppiare temporaneamnte  tale ambulanza con una convenzione temporanea di durata semestrale con la Croce Rossa  che aveva determinato la presenza di  una seconda ambulanza – scrivono dall’ASL – quando si era chiuso il punto nascite aprendo il day service materno infantile  visto che vi era già tale seconda ambulanza sperimentale si era deciso di utilizzarla temporaneamente anche per eventuali necessità nell’area materno infantile, valutandone alla scadenza di giugno la necessità di una eventuale conferma. Ultimato il periodo sperimentale di 6 mesi  la seconda ambulanza aggiuntiva presso l’ospedale di Susa gestita in convenzione con la Croce Rossa , non si ritiene più necessaria la sua conferma tenuto conto dei seguenti fattori. La progressiva riduzione degli interventi effettuati ( in 6 mesi i trasporti in questione si sono ridotti di più del 50% ,  di fatto per l’area materno infantile non hanno mai superato le venti unità mensili. La Regione Piemonte  ha riorganizzato il servizio 118 , ed in particolare  in un documento  relativo a disposizioni in materia di trasporti secondari urgenza in capo al Sistema 118, ha decisamente migliorato la procedura di intervento  e di  gestione di casi clinici materno-infantile nei territori sede di chiusura di Punto Nascita, esattamente com’è a Susa.Si tenga conto che oltre alle ambulanze in convenzione con la Croce Rossa, proprio a Susa sussiste una terza ambulanza gestita dal 118 con medico a bordo nonchè ( sempre 118) una a Oulx ed una ad Avigliana che permangono e permarranno in servizio . Grazie alla  formazione effettuata  agli operatori sanitari del Pronto Soccorso segusino nonché la stesura di protocolli interni per la gestione dei casi clinici di area materno-infantile sono state ampliate le possibilità di intervento diretto in ospedale“. Concludo dall’azienda sanitaria: “Pertanto il mantenimento delle due ambulanze  ( una del 118 ed una in convenzione) unitamente al miglioramento dell’organizzazione del 118 e del pronto soccorso di Susa specificamente dedicati all’intervento nell’area materno infantile consentono di considerare conclusa la sperimentazione della terza ambulanza senza alcuna minima ricaduta sulla qualità del servizio e sulla sicurezza per le pazienti. Le pazienti dell’area materno infantile e l’area pediatrica valsusina non hanno mai avuto così tante attenzioni e sforzi da parte del sistema sanitario, rappresentano altresì una sperimentazione che sta funzionando  con tutti i nuovi percorsi assistenziali di presa in carico negli ambiti  dell’area Ostetrico Ginecologica o pediatrica”.