Luca ora vuole una vita banale

martino

RIVALTA – Luca è stato tossico, puttana, delinquente, detenuto e ladro. Luca ha conosciuto gli androni dei palazzi dove bucarsi era più facile perché il freddo non cancellava le vene, le pareti strette delle celle che puzzavano sempre di urina e di acido. Luca ha vissuto la pazzia, i manicomi, i farmaci come moderni elettroshock per cancellare ricordi, identità e dolore, le stanze sporche e senza luce in cui l’odore di umanità vinta provocava il vomito, i sedili reclinabili di automobili di lusso dove mani curate e morbide abbassavano schienali e cerniere, la sentenza senza appello della sieropositività. Luca ha tradito, ingannato, rubato, mentito e aggredito. Luca si è lasciato sedurre dalle promesse di pace delle pillole ingoiate con lenta e fredda determinazione, e dall’oblio offerto da una cinghia per tapparella insaponata con cura perché scorresse senza intoppi, Luca è morto, mille volte morto. Luca non ha mai addotto come giustificazioni un padre assente e manesco, un amico di famiglia pedofilo, gli amici “sbagliati”, le cattive compagnie. Luca ha detto “basta” quando ha letto la paura negli occhi di sua madre, supereroe disperato e vinto.  Luca adesso vuole risalire e pensare che per sé ci sarà una donna capace di non farsi spaventare dal suo essere “individuo malato”, un angolo di paradiso nel quale entrare, un padre orgoglioso dell’uomo che è diventato, solo ma non più perso, non più naufrago abusivo della vita ma superstite autorizzato. Adesso Luca non tradisce ma sa che la sua onestà lo farà soffrire, non dorme perché i suoi incubi tutte le notti spingono per entrare, si riscopre forte delle proprie debolezze e finalmente capace di amare. Adesso Luca sa che quello che vuole è una vita banale. Luca vive nelle pagine del libro “MIODIO” di Martino Ripa.