Un uomo, un museo Luciano Midellino

midellino

CONDOVE – Suona il telefono. Alzo la cornetta e sento “Ciao Mario ti disturbo?” e io “no di oggi è solo la quarta volta che mi chiami e non disturbi mai”. Ecco più o meno quando Luciano ha in animo di dirti qualcosa, per essere ben sicuro, magari lo ripete qualche volta. L’incontro è deciso. Solitamente quando s’incontra una persona per fargli un’intervista ci si siede comodi su un divano e tra una domanda e l’altra si gusta un caffè. Passa il tempo e tra un’informazione e un aneddoto ecco che si riesce a raccontare un personaggio. Così è normalmente, ma in questo caso il lavoro è più ostico perchè per parlare con Luciano Midellino ho dovuto arrancare su in montagna tra pietraie, nevai e sentieri; attraversare ruscelli e quasi rimetterci un menisco. Ne valsa però la pena. Ecco il personaggio. Luciano condovese da sempre, alpino di naja perso un pochino tra le penne nere e poi ritrovato anni dopo tra le file dell’ANA, operaio alla Monce prima, ferroviere poi. Tra tutte queste cose eccolo assessore alla montagna in un paese in cui la carica vale quanto quella del sindaco. Militanza comunista, astuzia e gusto montanaro e testardaggine tutta piemontese. Ah! Dimenticavo è anche voce in un coro valligiano. Oltre tutto ciò la cosa in cui crede in modo determinante in questo periodo, oltre la famiglia e il cagnolino, credo, è il Museo della Resistenza aperto nella città di Bauchiero. Proprio alla ricerca d’informazioni su partigiani, il virus da 25 aprile ha colto anche me, ed ho incontrato il nostro protagonista. Eravano nella bellissima conca di Vaccherezza sulle montagne condovesi quando il nostro mi ha chiesto: “Hai mai visto le croci dei partigiani poco qui sopra?”. Sembrava scortese rispondere male così per assecondarlo, zaino in spalla, sono partito per il “breve” giro. Passo sicuro, piede sempre ben poggiato, convinto nei passaggi scoscesi non è stato difficile seguire Luciano su per la montagna. E mentre io arrancavo con la bava alla bocca, lui davanti, camminava e raccontava di quello e di quell’altro, della battaglia, della mitragliatrice, dei mesi di guerra e senza fermarci un attimo siamo così arrivati in quota. “C’è ancora una croce lassù, già che siamo arrivati fino qua” ha detto Midellino con un tono più da affermazione che di domanda e rieccoci in marcia. Dopo un’altra mezzoretta ci siamo ritrovati dalla parte opposta della conca e poi giù per una mulattiera. Io dietro con la macchina foto, lui davanti a raccontare di quando era assessore dei lavori fatti in montagna, nei fiumi e nelle frazioni. All’imbrunire da lontano ho rivisto la sagoma della macchina e, mentre annotavo le ultime sul Museo, eccoci al punto di partenza. “Ci sono ancora due croci qui in basso!” mi ha detto. Ora la mia espressione deve averlo convinto che forse era meglio rimandare la visita. Per chi volesse conoscere la storia di Condove ai tempi della Liberazione, fare una passeggiata in un posto incantevole, passare un faticoso pomeriggio in compagnia e conoscere un vulcanico personaggio del paese consiglio Luciano Midellino: lo trovate al Museo della Resistenza penso viva li.