Luigino Bernard, il giornalista moschettiere La sua firma da La Campana al Raccontavalsusa

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SUSA. E’ mancato a 87 anni Luigino Bernard. Exilles e Susa i suoi paesi, più il primo per la verità. Le nuove generazioni non lo ricordano sicuramente ma quelle un po più vecchie ne hanno apprezzato le grandi doti umane e giornalistiche. Per sfogliare le pagine che portano la sua firma bisogna partire dal 1951. Quell’anno un nuovo settimanale si presentava ai segusini: la Campana della Valle. Fondata dal tipografo Augusto Simoni, nonno del dottor Giovanni Baccarini che rifonderà il giornale qualche anno più tardi, era risorto dopo il fascismo grazie al figlio Nini Baccarini. Nella redazione c’era un club di giovani giornalisti , corrispondenti di quotidiani nazionali.  Usciva il venerdì e costava 10 lire. Una redazione artigianale e amichevole ma che diede filo da torcere alla più struttura La Valsusa impensierendo non poco per la sua qualità e professionalità gli “avversari”. L’ufficio era in Via Palazzo di Città, con la redazione e la tipografia. Raccontava Bernard di quella esperienza: “Il venerdì mattina era consuetudine che, non appena le rivendite aprivano i battenti e le consegna dei pachi era stata effettuata, qualcuno della redazione corresse ad acquistare la prima copia; valeva come augurio scaramantico”. Nel 1959 uscì l’ultimo numero e La Campana smise di suonare ma riprese per qualche tempo con il nome de “Il Moschettiere”. Perchè? Erano quattro i giornalisti rimasti in attività! Bernard, cominciato un lavoro più stabile, continuò comunque la sua vena giornalistica nel “Bannie” di Exilles e, coinvolto da don Gianpiero Piardi, nel Raccontavalsusa di cui fu per tanti anni in redazione.