L’Unione dei Comuni Val Sangone in risposta al gruppo “Per Giaveno” La giunta dell’Unione Val Sangone interviene sul tema dei servizi socio assistenziali

Unione dei Comuni Val Sangone

GIAVENO – La Giunta dell’Unione dei Comuni della Val Sangone interviene in merito alle sorti dei servizi socio assistenziali, rispondendo alle dichiarazioni del gruppo consiliare “Per Giaveno” il quale si è dichiarato fortemente contrario alla fusione di tali servizi. L’Unione evidenzia come la Regione Piemonte con la l. 11/2012 abbia ridefinito il limite demografico minimo per l’esercizio in forma associata della funzione sociale a 40 mila abitanti e che con l’accorpamento attuato lo scorso anno dall’ASLTO3, il distretto sanitario valsangonese sia stato unito all’ex distretto della Val Susa. Questo assetto territoriale vede Unione dei comuni Montani della Val Sangone priva del requisito essenziale per continuare a gestire il servizio socio assistenziale, dal momento che i sei comuni contano insieme non più di 32 mila abitanti.  Inoltre nella riorganizzazione di tali servizi è stata disposta la coincidenza dei Distretti sanitari con gli Enti Gestori dei Servizi Sociali, prevedendo la possibilità di convenzioni tra le forme associative di minori dimensioni (ad esempio le Unioni) e quindi non necessariamente di accorpamenti tra enti differenti. In tale contesto si sono tenuti degli incontri con il CONISA in Val di Susa per valutare eventuali convenzioni. E’ stata inoltre chiesta alla Regione una deroga al limite per l’anno corrente, poichè i processi di avvicinamento, conoscenza ed organizzazione sono lunghi e richiedono attenta analisi sui punti di forza e debolezza delle strutture. La Giunta afferma che “Non si intende svendere i servizi, soprattutto se di alta qualità come quelli valsangonesi, tuttavia in un momento complesso come quello attuale, con un moltiplicarsi di richieste di sostegno e una sottrazione di risorse è serio pensare di creare sinergie per implementare le capacità di risposta. Compito delle Pubbliche Amministrazioni è mettersi al fianco delle fasce più deboli ed i nostri Comuni lo stanno facendo con grande sforzo.” L’Unione sostiene che il processo in atto in Val Sangone sia un percorso di conoscenza, valutazione ed avvicinamento alla luce del nuovo quadro normativo. Altro aspetto che viene sottolineato è l’importanza di tutelare i dipendenti del servizio. L’auspicio è che nasca fra coloro che siedono nei vari Consigli Comunali e in quello della nuova Unione dei Comuni Montani, un tavolo di lavoro in cui collaborare nel disegnare il futuro del servizio. In conclusione viene affermato a nome della Giunta dell’Unione Comuni Val Sangone:  “Auspichiamo che un argomento così delicato non venga più cavalcato in modo strumentale pur sapendo che esistono normative e criteri vincolanti.”