Marco Bronzino lo chef internazionale ha aperto un locale in Valsusa sopra Condove In località Prarotto alla scoperta dei sapori dimenticati della montagna

Marco BronzinoMarco Bronzino

CONDOVE – Ha fatto scalpore l’apertura del locale di Cannavacciuolo a Torino con prenotazioni lunghe che neppure una radiografia in ospedale, poi c’è l’arrabbiatissimo Cracco che dispensa consigli e sbadigli in tv. Insomma tutta l’Italia è in cucina tra sentenze, cucine da incubo e piatti che neppure al matrimonio di nostro cugino abbiamo mai visto. Per mangiare da Vip si sogna di andare in capo al mondo, in qualche capitale europea, magari sul super yacht di Briatore dove pare cucinino i più importanti chef del mondo. Per semplicità, e non tutti lo sanno, per incontrare le cucina internazionale è sufficiente arrivare in bassa Valsusa, a Condove, e da li salire in montagna verso Mocchie e poi dopo qualche versante arrivare alla frazione Prarotto.

Lo chef Marco Bronzino

Ai fornelli della trattoria Amici della Montagna c’è un grande chef, con un curriculum da far impallidire chiunque, con una lunghissima esperienza alla cucina e nella ricerca delle materie prime. Partiamo dall’antipasto presentando Marco Bronzino da Almese. “Ho cominciato in paese, ero curioso e appassionato sono passato dalla coltivazione alla produzione di formaggi, poi alla cucina, non mi fermavo mai alla ricerca di nuovi piatti, alla scoperta di gusti dimenticati e al gusto dell’accoglienza, tante troppe idee” dice lo chef mentre in tavola arrivano i gli antipasti tra funghi freschi, cavolo bianco, crostini con salumi di selvaggina e altre proposte calde. “Devo ringraziare mia moglie che ha dato un senso a tutto e tra un locale e l’altro siamo andati in Francia per fare un’esperienza e tornare a casa, dopo quarant’anni ho ancora i locali li, adesso li gestiscono i miei figli – dice Bronzino – io mi occupo di esport di prodotti italiani nel mondo“.

Mentre in tavola si cambiano vino e piatti il racconto si sposta sul mondo. “L’idea dell’Italia da esportare funziona purchè ci sia la qualità e freschezza- dice lo chef- accreditarsi è difficile ma una volta conosciuti il mondo è lì ad aspettare le mozzarelle di bufale, i capperi di Pantelleria e mille profumi e sapori del nostro Paese“.   In tavola arrivano tagliatelle con i funghi e agnolotti con il ragù; tutto rigorosamente fresco e preparato in casa e il gusto continua di pari passo con il racconto. “In alcuni locali siamo arrivati a servire fino a 300 coperti a sera tutti i giorni dell’anno, sempre con qualità e prodotti d’eccellenza. Abbiamo fatto crescere generazioni di cuochi– dice soddisfatto Bronzino- perchè nel mestiere c’è anche un aspetto d’insegnamento e formazione, che poi è l’unico sistema per rimanere sempre attenti e curiosi”.

Un panorama incredibile di tutta Torino e oltre

Tra una parola e l’altra, e si rimane stupiti dai piatti e dalla vita di questo personaggio tutto “valsusino”, scende la sera in montagna. La cena prosegue e si arriva al caffè e al digestivo fatto in casa con erbe alpine. Mi trovo così con due amici commensali e il “seigneur” Bronzino appoggiati alla staccionata in legno che delimita lo spazio verde della trattoria. Sul muro in fondo c’è una coltivazione naturale di gusti: dalla salvia alla boraggine, alla maggiorana con l’erba cipollina e i tanti sapori che servono per arricchire e completare i piatti. “E’ necessario averli a portata di mano e appena raccolti” – dice Bronzino.  La vista da li ha qualcosa di magnifico, Prarotto è una balconata con vista sulla piana di Torino. Mille luci delimitate a sinistra dal Musinè e a destra dalla Sacra di San Michele; in fondo Moncalieri e la via verso l’astigiano. Sulla testa una cielo limpido e scuro tempestato di astri luminosi che rendono il locale di Marco Bronzino, senza aspettare la Michelin, “stellato”.