Maria Beano

Maria BoanoMaria Boano

CONDOVE. E’ mancata nonna Maria Beano. Per raccontare la sua storia bisogna parlare dei telefoni del paese. O meglio, si deve ricordare come funzionava la rete telefonica a Condove, e in tutta la bassa Valle, negli anni prima, durante e dopo la guerra. Nonna Maria di mestiere era centralinista della Stipel e da lei passavano tutte le comunicazioni private e pubbliche dal mattino al tardo pomeriggio. Amori, problemi di salute, gioie e dolori di tutta la popolazione che anziché usare la posta utilizzava l’invenzione del fiorentino Meucci passavano dalle sue mani.

Due spinotti colorati infilati nelle giuste fessure davano la linea. Quando nel 1943 ci fu ’occupazione tedesca fu un periodo terribile perché tutto il giorno nell’ufficio c’erano i militari.

La sorveglianza tedesca era continua, si sa le comunicazioni sono importantissime, e la Wehrmacht voleva avere la linea di comunicazione sempre libera. Poi verso sera arrivavano i partigiani che volevano sapere ciò che i tedeschi avevano comunicato ai comandi e parlare a loro volta con Torino. Così nell’ufficio fu in via vai di tedeschi e partigiani gli uni interessati agli altri e la nostra protagonista che di volta in volta, per non sbilanciarsi, non diceva nulla. Una sorta di “silenzio professionale” era dovuto prima alle famiglie poi ai belligeranti. Dopo la guerra la nostra centralinista proseguì il lavoro fino alla pensione. Ascoltò con pazienza tutta la sua vita le storie altrui, senza mai riferire nulla. Nonna Maria aveva una memoria di ferro, d’altra parte doveva ricordarsi con puntualità i compleanni di quattro figli, otto nipoti e cinque pronipoti che ora la ricordano con affetto.