Mario Cavargna, il suo Settecento Il libro: La vita e l’immagine della Provincia di Susa nel Millesettecento

Mario CavargnaMario Cavargna

C’è un metodo per viaggiare nel tempo? C’è un modo per camminare per la propria valle scoprendo i tempi in cui non c’era il telefono, non c’erano la corrente elettrica e il treno? Certo. Per fare un passo, anzi parecchi, indietro nel tempo e scoprire come vivevano i nostri antenati è sufficiente prendere in mano l’ultimo libro scritto da Mario Cavargna e immergersi a metà del Millesettecento. Erano gli anni dei duchi sabuadi che si contendevano a suon di guerre e paci uno spazio con la Francia. Il titolo del volume è davvero lungo “La vita e l’immagine della Provincia di Susa nel Millesettecento, dai documenti dell’Archivio di Stato di Torino” e stride con lo stile veloce e appassionante del contenuto. L’impresa affatto semplice nella quale si è cimentato Cavargna è stata quella di consultare e analizzare un documento statistico ed economico, tutto numeri e cifre, e tradurlo in un ricco e avventuroso quadro d’insieme della nostra valle. Partendo dal principio che è più facile scrivere in modo complicato cose semplici che il contrario bisogna dare atto all’autore di essere riuscito in poco più di 300 pagine a portare la storia complessa alla portata di tutti. Il testo prende in esame una statistica, scritta in tre anni dopo il 1750, dall’intendente reale Antonio Bongino che per primo cercò di mettere nero su bianco la realtà amministrativa e culturale delle valli di Susa da poco unite sotto lo stesso governo dopo la cessione dell’alta valle alla Savoia nel 1713. Nel volume dopo i dati economici, quelli produttivi ecco venire a galla le istanze culturali e sociali. Nello scorrere delle pagine poi si scopre la relazione di un altro intendente, Galeani Napione, incentrata sui boschi come importante fonte di reddito. Con un salto temporale di pochi anni si cambia governo, eccoci agli anni dell’Impero napoleonico, con il sottoprefetto Jaquet che porta il lettore fino alla restaurazione. Tra le pagine emergono dati curiosi e inattesi, nell’affresco generale di notizie sui nostri paesi, ad esempio si scopre che tra i lavori più in uso c’erano i cordai e i pettinatori di canapa. Tra le note dell’autore risulta che “per arrivare alla verità dei redditi il capo Provincia scrive che la sua arma vincente è stata quella di chiedere la valutazione, non ai comuni direttamente interessati ma a quelli vicini”. Il libro uscito per le Edizioni del Graffio di Borgone ha un prezzo di copertina di 22 euro e 50. Un’occasione per scoprire la valle che fu grazie alla qualità comunicativa di Mario Cavargna Bontosi.